Siamo arrivati alla fine dell’iter legislativo della legge di riforma delle Agenzie Regionali Pugliesi? Com’è noto, alcuni giorni fa il Governo aveva sollevato dubbi di costituzionalità con il parere del Ministero dell’Economia contro la legge regionale approvata lo scorso mese di novembre dal Consiglio Regionale della Puglia.
Nella seduta di ieri del Consiglio dei Ministri, dedicato tra le altre cose anche all’analisi di alcuni testi di legge locale potenzialmente impugnabili o problematici, la legge regionale del 2 novembre 2022 che ha di fatto destituito Massimo Cassano dall’agenzia Arpal non viola l’articolo 117 della Costituzione.
Il Governo ha dunque deciso di non procedere all’impugnazione davanti alla Consulta, nonostante il parere del ministero dell’Economia che aveva ipotizzato la possibile incostituzionalità della legge regionale 23.
Sulla decisione del Governo intervengono, con una nota, i consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea.
“La legge regionale per la decadenza del DG ARPAL non è sospettata d’incostituzionalità e quindi non deve essere impugnata. Così ha deliberato il Governo nazionale, nonostante l’attività dilettevole e dilettantistica di decine di costituzionalisti à la carte – con rappresentanti nella Giunta regionale, nel Consiglio regionale, nelle alte burocrazie regionali e pure nei media -impegnati, consapevolmente o meno, più a dar man forte al DG Arpal che alla verità, nonostante l’evidente necessità di cambiare registro nella gestione dell’Agenzia, affetta da numerose incongruità e coincidenze tra il reclutamento del personale e l’appartenenza politica.
Lo diciamo ancora una volta, nella speranza di ottenere ascolto. Una legge è incostituzionale quando la Corte costituzionale sentenzia. E la Corte sentenzia quando il Governo nazionale impugna. Se il Governo nazionale non impugna, la Corte costituzionale non sentenzia e le leggi vanno applicate. Chiaro?”











