È stato presentato giovedì sera all’interno della sala consiliare del Palazzo Comunale di Sammichele di Bari l’ultimo libro di Massimo D’Alema intitolato “A Mosca l’ultima volta – In viaggio con Enrico Berlinguer”. Il lavoro dell’ex Presidente del Consiglio dei ministri è, in realtà, una ristampa edita da Solferino in occasione del centenario di nascita di Berlinguer.
“La politica è cambiata molto. Quegli elementi di passione, idealità e partecipazione popolare che animavano la politica della Prima Repubblica oggi non ci sono più, o ci sono in una misura molto limitata e questo, secondo me, impoverisce la vita democratica del nostro Paese” – ha raccontato tra gli altri aneddoti il politico e giornalista romano.
L’appuntamento, organizzato nell’ambito dalla programmazione invernale della rassegna letteraria del Libro Possibile, è stato aperto con i saluti istituzionali del primo cittadino di Sammichele, il sindaco Lorenzo Netti, e due note introduttive della direttrice artistica dello stesso Festival, Rossella Santoro in qualità di moderatrice della serata.
Tra vecchia e nuova politica
All’incontro ha dialogato con l’autore Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia: “Sono molto emozionato ad essere al fianco di D’Alema che è stato il mio Berlinguer in questi vent’anni, ossia la figura con la quale mi sono solenne confrontato”.
L’ex sindaco della città di Bari ha proseguito ricordando il suo esordio politico proprio con la partecipazione al funerale di Enrico Berlinguer e le infinite bandiere rosse in Piazza San Giovanni a Roma. Una piazza calda che denotava l’appartenenza verace ad un colore partitico e che mirava alla ricerca di una politica dell’insieme, contrariamente dallo scenario odierno costellato da una visione fondata sul principio di marketing politico che si sofferma unicamente su specifici elettori-target.
“A Mosca l’ultima volta – In viaggio con Ernico Berlinguer” è un testo del 2004 che nasce come diario di viaggio dove D’Alema, allora «giovane dirigente comunista periferico», racconta a viso aperto la sua esperienza personale della trasferta russa per omaggiare l’appena deceduto Jurij Andropov. Il libro fotografa quindi gli eventi del febbraio del 1984, e non solo; si presenta con dei tratti di grande attualità che vogliono sottolineare l’assenza di personalità di spessore, come appunto Berlinguer, Moro o Pertini, nel panorama politico italiano. La politica andrebbe rifondata prendendo esempio da questi uomini. Uomini come D’Alema. E Berlinguer.











