“Sempre più critica la situazione dei Pronto soccorso pugliesi a causa della carenza di medici”. Ha affrontato questo delicato problema la III Commissione della Regione Puglia, che ha visto i direttori sanitari delle Asl delle Province Pugliesi ed i responsabili dei Pronto Soccorso sottolineare soprattutto questo aspetto che provoca una grave crisi assistenziale in tutto il territorio regionale.
Un racconto capillare su questioni ormai note da molto tempo, la carenza strutturale di medici e la necessità di porre in essere azioni specifiche.
Dal racconto emergono situazioni di bandi, avvisi pubblici e concorsi che purtroppo rimangono deserti. L’impossibilità di precettare medici da altri reparti perché questi ultimi manifestano l’indisponibilità al trasferimento, seppure temporaneo, soprattutto in funzione delle turnazioni notturne, anche invocando sindacati ed eventuali vertenze.
Ed in tutto ciò non si riesce a garantire il necessario ricambio di forza lavoro, con l’inevitabile creazione di una situazione di forte disagio per chi non riesce a prendersi ferie o a riposare in maniera adeguata dopo turni doppi ed a volte anche tripli.
Il lavoro nei pronto soccorso non ha un grande appeal perché è particolarmente usurante e si dovrebbe pensare a delle forme premiali per i medici che si rendono disponibili.
Se i cittadini sono costretti spesso a dieci, dodici ore di attesa, non di rado i medici e gli infermieri sono vittime di violenza da parte degli utenti in un clima di generale esasperazione.
Come risolvere il problema? Le strade sono molteplici.
Alcune Regioni hanno accorpato i Pronto soccorso all’emergenza urgenza 118 attivando una sorta di mutuo soccorso fra reparti che hanno una affinità di competenze.
Un altro problema che si rileva è quello degli accessi inappropriati. Ma d’altra parte quale medico si potrebbe assumere la responsabilità di rimandare a casa un paziente senza aver accertato in maniera accurata la inesistenza di gravi patologie?
I numeri sono eloquenti: gli accessi nel 2022 nei pronto soccorso della Asl Lecce, per esempio, sono stati 155 mila, di cui oltre il 90% codici verdi e la maggior parte si sono verificati nei weekend o nei periodi festivi: ovvero, quando la medicina di base non è operativa. Perché è chiaro che i medici di base e i pronto soccorso siano i primi riferimenti sanitari per i cittadini, in assenza della rete di medicina territoriale, e molti li preferiscono anche per non pagare esosi ticket per prestazioni di bassa entità.
Il consigliere Paride Mazzotta, che ha sollecitato la riunione di questa mattina in Commissione, ha sottolineato la necessità di un tavolo permanente di concertazione per monitorare costantemente la situazione anche in vista dell’arrivo della stagione turistica.
“Un tavolo permanente di concertazione tra Regione e Asl pugliesi per monitorare e condividere strategie per migliorare il servizio erogato ai cittadini dai nostri pronto soccorso: è questa la proposta che ho formulato a margine dell’audizione di oggi in Commissione Sanità, una riunione che ho richiesto per fare il punto della situazione ormai all’acme della difficoltà tra mancanza cronica di medici e accessi dell’utenza alle stelle”.
“Non si può – sottolinea Mazzotta – restare sordi al grido di dolore che proviene dai medici di base in questi giorni, che pagano anche loro una pesante carenza di unità e chiederemo alla Giunta se e quante risorse ci sono per potenziare il servizio. Inoltre, alcune Asl hanno avviato l’integrazione tra 118 e pronto soccorso con risultati positivi: molti medici hanno accettato di lavorare anche nel reparto in questione in aggiunta all’occupazione principale, integrando quindi il personale. E ancora: un altro problema grave che ci è stato sottoposto è quello della carenza di posti letto. Spesso, poiché i reparti di destinazione sono pieni, i pazienti restano “parcheggiati” in corsia e si tratta di una criticità enorme: la Regione, su questo, può fare uno sforzo e ci confronteremo sul punto con la Giunta. Sono solo alcune delle questioni che abbiamo affrontato e che saranno al centro del nostro impegno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di dare seguito alle soluzioni possibili e attuabili che sono emerse nel corso del proficuo incontro”.
La Commissione, su proposta del consigliere Antonio Gabellone, ha affrontato nuovamente il tema della disciplina del sistema integrato dei servizi sociali per la dignità e il benessere delle persone. Un sistema integrato di interventi per garantire la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione delle persone non autosufficienti.
L’associazione Ability Network Puglia ETS rappresentata da Vincenzo Pomo, ha ribadito la necessità di un tavolo permanente di concertazione.
L’assessore alla sanità Rocco Palese ha accolto questa richiesta ribadendo però che non esiste a livello nazionale una legge quadro sulle non autosufficienze.
“Il tavolo servirà a rompere gli schemi e prendere atto con coraggio di tutto quello che non va e quello che bisogna affrontare e soprattutto come affrontarlo” – ha detto Palese, in sintonia con l’assessora al welfare, Rosa Barone.











