Assunti con procedura d’urgenza durante il covid, ed ora, a scadenza del loro contratto, mandati a casa per aprire una procedura pubblica per l’assunzione di personale comunque necessario, invece che procedere per la stabilizzazione di chi già è impegnato quotidianamente sul territorio.
Sono 90 gli operatori della Sanitaservice di Bari, assunti nel periodo dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid, che hanno lavorato fino a poco tempo fa con contratti a tempo determinato per essere poi, a scadenza, lasciati a casa.
Un’esperienza molto simile a quella vissuta dai precari della Sanitaservice nella vicina Taranto che, meno di un mese fa, hanno finalmente firmato un contratto a tempo indeterminato accettando, dopo aver presentato ricorso, la proposta conciliativa del giudice.
L’Usb, in una nota, “rifiuta con forza la sola idea che a Bari si voglia indire un concorso per reclutare personale cui affidare il servizio di cui si sono occupati finora questi operatori. Doveroso invece dare assoluta priorità a coloro che finora hanno garantito tali attività nel periodo di maggiore rischio, presso le strutture sanitarie”.
Nascono da queste motivazioni i presidi organizzati dall’Unione Sindacale di Base per questa mattina presso la Presidenza della Giunta Regionale sul Lungomare N. Sauro e nella giornata di domani, martedì 7 marzo dalle ore 10.00, presso la sede dell’Assessorato alla Salute/Consiglio regionale Puglia, in via Gentile.











