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Governo, varato il DEF, obiettivo la riduzione del Deficit ed il sostegno alle politiche familiari

Sono circa tre i miliardi previsti dal DEF varato nella giornata di ieri dal Governo di Giorgia Meloni per il taglio del cuneo fiscale ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e mitigare l’effetto della crescente inflazione.

Nel Documento di Economia e Finanza approvato dal Consiglio dei Ministri trova concretezza la politica economica del governo in previsione della prossima manovra economica. Nel Def vengono, tra gli altri, indicati gli obiettivi prioritari da perseguire nel corso dell’anno.

Verrà inseguito “il sostegno alla crescita e al benessere dei cittadini, con nuovi interventi in favore di famiglie – in particolare per quelle numerose sono previste misure anche nella riforma fiscale – e imprese nonché misure destinate a rilanciare gli investimenti e rafforzare la competitività del Paese; la sostenibilità dei conti pubblici con una graduale riduzione di deficit e debito”.

Il ‘tesoretto’ per l’intervento che il governo ha voluto destinare al taglio del cuneo si ricava da un margine di 0,15% del Pil ottenuto confermando l’obiettivo di deficit per il 2023 al 4,5%, come indicato nella Nadef di novembre, quando il quadro tendenziale lo ribassava al 4,35%, calando poi al 3,7% nel 2024, al 3% nel 2025 e al 2,5% nel 2026.

La pressione fiscale, nelle previsioni del Governo, dovrebbe passare dal 43,3 nel 2023 al 42,7% entro il 2026. “Noi abbiamo una priorità che è quella di sostenere imprese e famiglie”, spiega il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, assicurando che “poi ovviamente dovremo affrontare anche i problemi che riguardano l’equità pensionistica ma siamo un governo pragmatico, concreto prudente”.

Per il ministro Giancarlo Giorgetti, atteso oggi dall’importante appuntamento con gli Spring Meetings di Washington, “la prudenza di questo documento è ambizione responsabile”. Il percorso di riduzione del debito continua ma, viene fatto notare, sconta l’effetto Superbonus: nel 2022 il rapporto debito/Pil è risultato pari al 144,4%, comunque 1,3 punti percentuali inferiore rispetto alla previsione del documento programmatico di bilancio dello scorso autunno.

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Redazione
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