HomeCulturaLibri, Giacomo Spinelli racconta le vittime dimenticate nella sua ultima opera

Libri, Giacomo Spinelli racconta le vittime dimenticate nella sua ultima opera

Da sempre permeata da eventi bellici, invasioni, epidemie, glorie e sovrani, la storia che i nostri manuali ci insegnano non può che essere una fetta di conoscenza, una fotografia – vera – sebbene abbia l’imperativo morale di completarsi con la sua versione negativa. Ai macro-avvicendamenti di cui si ricordano e raccontano i celebri protagonisti e le lora gesta, esiste dunque un sottobosco dimenticato, peggio inesistente per l’umanità. È la storia non ufficiale che in nessun saggio è possibile apprendere ma che esiste ed ha una grande valenza, tanto quanto quella articolata della storia ufficiale.

È da questo assioma che prende forma la nuova fatica letteraria di Giacomo Spinelli, già studioso di storia locale e tradizioni popolari, socio fondatore e attualmente presidente del Centro Studi di Storia Cultura e Territorio di Sammichele di Bari, con all’attivo diverse pregevolissime pubblicazioni.

L’opera, intitolata “Le seconde linee della storia”, annovera una serie di racconti relegati alle micro-storie di volti ordinari, singoli tasselli di vite insulse che alla fine compongono la grandezza del puzzle, qual è la storia ufficiale; il testo presenta quindi molteplici avvenimenti sapientemente raccontati dall’autore sammichelino, nonché le prodezze dei soldati semplici, il sacrificio dei comuni cittadini e della povera gente.

La letteratura come strumento di denuncia

Tanti gli autori letterati che nel corso dei secoli hanno scritto delle grandi guerre e, più in generale, della storia conosciuta e riconosciuta, ma pochi hanno osato scavare nella memoria della gente più comune e denunciare l’impegno delle cosiddette vittime dimenticate.

Non ultimo Giacomo Spinelli che narra nel suo libro vicende vere che, difatti, abbracciano il quinquennio 1940-1945 navigando nelle vicissitudini di eroi sconosciuti come il detenuto britannico Glyndwr Michael o il l’attivista barese Michele Romito. Ma pensiamo, a titolo d’esempio, anche a testi, meno recenti, che hanno, a loro modo, affrontato questo tema spinoso come La storia di Elsa Morante, di cui l’omonimo film di Luigi Comencini (1986). Il romanzo, pubblicato nel 1974, pone al centro la vita dei poveri, delle masse che subiscono la grande storia e i grandi eventi bellici.

Ancora, al centro del Tiresia” (2000-2001) di Giuliano Mesa c’è un concetto di rimozione e indifferenza storica: l’autore parla dell’impassibilità statistica dell’informazione, di uomini che diventano semplici numeri per i mass media e per le cifre governative poi registrate dalla storia ufficiale.

Antonella Anedda in Notti di Pace occidentale del 1999 affronta la tematica dell’oblio sottolineando come la storia ufficiale arrotonda per difetto; le infinite morti registrate diventano mero valore quantitativo, le vite umane tragicamente finite sono svuotate ponendo un faro inamovibile, sempre e solo, sulla società dei potenti e della macro-storia.

La presentazione di “Seconde linee della storia”

Appuntamento al 18 maggio per la presentazione dell’opera di Giacomo Spinelli. L’incontro, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Sammichele di Bari, sarà presentato da Marco Sportelli; interverranno Pasquale Martino e Donato Stefanelli, rispettivamente nelle vesti di presidente provinciale ANPI e responsabile comunale ANPI, e delle testimonianze dei figli di alcune delle “Seconde linee della storia”.

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