Una profonda crisi che sembra di difficile soluzione, quella dell’AMIU Kyma Ambiente di Taranto (società partecipata del comune di Taranto che si occupa di igiene ambientale e raccolta rifiuti). Un tema che per i sindacati è ancora di estrema urgenza ed attualità.
Nonostante il prestito ponte di 2,5 milioni di euro erogato dal comune di Taranto a fine maggio, Kyma Ambiente non ha provveduto in alcun modo a sanare neanche una piccola parte dei debiti verso i propri dipendenti.
Nulla è stato versato al fondo di previdenza complementare Previambiente che garantisce il TFR, seppur trattenuto nella busta paga dei lavoratori e mai versato.
“Insomma siamo rimasti fermi a novembre 2018! – dicono i sindacati – disattendendo gli impegni assunti dal Presidente Mancarelli sia in Prefettura e sia davanti al Sindaco. Ma oltre al danno, la beffa: i lavoratori sono rimasti privi della polizza sanitaria integrativa, per la morosità della azienda. Una azienda completamente disattenta nei confronti dei propri dipendenti. Per non parlare del grave default finanziario, organizzativo e gestionale”.
A mantenere salda l’attenzione su una crisi profonda che attraversa la società sono proprio i sindacati, FP CGIL, FIT CISL, Uiltrasporti, Fiadel, Siuls e USB, che per questa mattina hanno indetto un’assemblea dei lavoratori ed un sit-in sotto Palazzo di Città.
“Chiediamo garanzie e rispetto degli impegni assunti e un confronto serio, promesso e non fatto, sul nuovo contratto di servizio e sul relativo piano industriale – dicono – Basta promesse da marinaio! Una azienda strategica come Amiu, deve avere un management in grado di rispettare gli impegni e dare una prospettiva seria al suo sviluppo, ai suoi lavoratori ed ai cittadini fruitori del servizio. Per questo esigeremo risposte dal socio unico Comune di Taranto”.











