“È tempo di bilanci per quanto riguarda la piena accessibilità di una città a forte vocazione turistica come Lecce. Qualcosa è stato fatto ma molto resta ancora da fare per garantire alle persone con disabilità di poter fruire delle bellezze architettoniche del barocco, soprattutto durante il periodo estivo, quando i flussi turistici aumentano anche dall’estero. Ci sono ancora troppi monumenti non facilmente accessibili”.
Lo sottolinea in una nota Chiara Gemma, europarlamentare di Ecr – Fdi. “Penso al Duomo – prosegue Gemma – che per una persona con disabilità è possibile visitare soltanto dal retro, punto non facilmente raggiungibile, e previamente avvisando qualcuno. Lo stesso vale per la cattedrale, la bellissima Santa Croce, che una persona su una sedia a rotelle può visitare agevolmente solo entrando dal portone della Provincia, sperando che sia aperto, e superando tuttavia un gradino. Molte restano le bellezze visibili solo dall’esterno perché ancora bloccate da barriere architettoniche: ci sono chiese completamente inaccessibili, come San Matteo e Santa Maria delle Grazie”.
Gemma è da sempre in prima linea su queste battaglie e si è distinta nell’europarlamento per essere stata la prima deputata della legislatura in corso ad accogliere nel suo ufficio di Bruxelles stagisti con disabilità. Più volte ha portato le istanze delle persone con disabilità all’attenzione della Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e varie sono state le interrogazioni sul tema e sull’applicabilità della disposizione Ue “Strategia dei diritti delle persone con disabilità 2021-2030”, che dà indicazioni precise su quali siano i diritti delle persone con disabilità.
“Per rendere i monumenti storici pienamente accessibili è necessario in primis abbattere le barriere per le opere architettoniche – continua l’europarlamentare – ma allo stesso tempo è fondamentale pensare all’accessibilità non solo dal punto di vista dell’ingresso ai monumenti. A Lecce, infatti, è prioritario investire sulla rete infrastrutturale, sui servizi di collegamento e sulla percorribilità delle strade per avere accesso alle bellezze monumentali e architettoniche della città. Basti pensare che ancora oggi, alla stazione di Lecce, luogo fondamentale per la città, è assente un ascensore o un montascale. Un disservizio che rende inaccessibili la maggior parte dei binari alle persone in carrozzina. Da Rfi sappiamo che dal 2024 partiranno i lavori che permetteranno l’abbattimento di queste barriere architettoniche ma ad oggi anche la stazione di Lecce resta un luogo insidioso e frustrante per le persone diversamente abili”.











