HomeAmbiente e ScienzeAgricolturaGrano duro, riattivata la CUN, la soddisfazione di Cia Puglia

Grano duro, riattivata la CUN, la soddisfazione di Cia Puglia

E’ stata riattivata la Commissione unica nazionale del grano duro (Cun) strategica per assicurare più trasparenza sul mercato e per determinare il giusto prezzo del grano nazionale.

Un incontro al Masaf nella giornata di ieri ne ha ufficializzato il riavvio.

Per Cia presente al confronto il vicepresidente Gennaro Sicolo che, insieme al presidente nazionale Cristiano Fini, subito ringraziano il sottosegretario Patrizio La Pietra “per aver sostenuto con fermezza la causa e le nostre incessanti sollecitazioni”, ricordando non solo l’esito del primo Tavolo di filiera, ad agosto, ma anche l’incontro dal ministro Lollobrigida per la consegna del dossier di richieste e proposte Cia, documento sottoscritto da agricoltori e cittadini, enti e istituzioni sul territorio, a partire da quaranta Comuni pugliesi.

“Ci sono ancora tanti nodi da sciogliere -sottolinea Fini- tra tutti il potenziamento dei contratti di filiera tra agricoltori e industria e l’avvio di Granaio Italia, il Registro telematico dei cereali. Sono priorità fondamentali -chiarisce il presidente di Cia- a difesa degli agricoltori, del loro lavoro e della qualità del prodotto grano italiano; nonché dei consumatori, ancora dentro la bolla inflattiva”.

Secondo Cia, dunque, serve continuare a ribadire un fermo no alle speculazioni commerciali e dare nuovo impulso ai controlli sull’etichettatura e la tracciabilità del grano.

“Portiamo avanti una battaglia di civiltà -conclude Fini- e salvare il grano 100% italiano è un’occasione importante per dare forma a quella sovranità alimentare ben enunciata nel nome del Ministero”.

APPELLO AI CONSUMATORI. “Ed è proprio a loro che continuiamo a rivolgerci”, aggiunge Sicolo, “perché ai consumatori chiediamo di sostenere questa battaglia acquistando solo ed esclusivamente pasta realizzata al 100% con grano italiano”. “É importante principalmente per due motivi: il primo è che i nostri standard qualitativi e di sicurezza alimentare non hanno eguali al mondo; il secondo è che così facendo contribuiremo tutti a dare un futuro alla cerealicoltura italiana, un settore che ha un’enorme importanza e valenza non solo dal punto di vista produttivo, economico e occupazionale, ma anche dal punto di vista sociale e culturale. Il grano è la nostra storia, la nostra identità, il nostro paesaggio. Dobbiamo tutelare il grano italiano. Lo ripeto: ai consumatori chiediamo di leggere bene le etichette e di acquistare e consumare esclusivamente pasta realizzata al 100% con grano italiano. La sovranità alimentare si difende innanzitutto a partire dalle nostre scelte consapevoli al supermercato”.

LA PETIZIONE. “La nostra petizione nazionale (https://chng.it/zVC8sWyT75) ha superato le 72mila firme. Esortiamo i cittadini a firmare questa petizione, arriviamo a 100mila firme per dare forza alla piattaforma di misure che assicurino trasparenza sui mercati, tracciabilità vera e puntuale della provenienza e la sicurezza alimentare del grano utilizzato per produrre la pasta. L’attivazione della CUN dimostra che lottare tutti insieme e non mollare di un centimetro porta risultati. E allora firmate la petizione, non molliamo, perché la battaglia è lunga ma dobbiamo continuare a combatterla per la salute e il futuro dei nostri figli, l’avvenire della nostra agricoltura, la nostra sovranità alimentare”.

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Redazione
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