HomePoliticaConsiglio Regionale, l'ennesimo strappo tra Amati e Palese sulle liste d'attesa

Consiglio Regionale, l’ennesimo strappo tra Amati e Palese sulle liste d’attesa

Sulle liste d’attesa e sulla reiterata proposta di legge di Fabiano Amati che chiede il licenziamento di tutti i direttori generali delle Asl di Puglia che non rispettano i tempi per l’effettuazione degli esami diagnostici (praticamente di tutti i dg in carica) si è consumato nel pomeriggio di ieri l’ennesimo strappo sul tema in Consiglio Regionale.

Un assise regionale dove i toni sono esacerbati dal continuo muro contro muro e la politica non trova di meglio se non urlare e minacciare. Urla Fabiano Amati, cocciuto come pochi nel ripresentare continuamente la sua ricetta, definita ogni volta dalla maggioranza (di cui lui faceva parte fino a poco tempo fa) con il paraocchi e non in grado di risolvere la situazione. Urla un esasperato Rocco Palese, che dai banchi della Giunta addita il consigliere. E sul tema una maggioranza litigiosa e divisa si compatta votando contro il provvedimento, mentre alle opposizioni di centrodestra non resta che sedersi e guardarsi in prima fila il penoso spettacolo.

“Il nostro voto contrario alla pdl a firma Amati non è nel merito, bensì nel metodo. Una legge che non aggiunge molto a quanto già previsto dalla normativa nazionale e che punta il dito contro chi, ogni giorno, è in prima linea nell’affrontare le mille difficoltà della sanità. Una legge che prevede l’aumento del tetto delle prestazioni senza curarsi di come gestire la domanda, è impossibile da accogliere” sottolineano i Consiglieri regionali del Pd, annunciando il voto contrario alla proposta-Amati, che però hanno dovuto spiegare come mai prima hanno sostenuto la proposta di legge, salvo poi ritirare firme ed appoggio.

La legge, in sintesi, avrebbe voluto introdurre la decadenza automatica dei direttori generali in caso di mancato rispetto degli obiettivi di riduzione delle liste d’attesa. Si prevedeva anche: l’attivazione del Cup regionale unificato, l’organizzazione delle prenotazioni con una proiezione di 365 giorni e anche oltre; la sospensione dell’Alpi (libera professione intramoenia) qualora i tempi di attesa per le prestazioni istituzionali siano superiori di più di cinque giorni rispetto a quelle erogata in Alpi; che l’attività libero professionale intramuraria allargata possa essere autorizzata solo con un provvedimento del direttore generale dell’azienda sanitaria che la motivi con la carenza di spazi e attrezzature all’interno della struttura.

“Inizialmente alcuni nostri consiglieri – provano a chiarire – avevano sottoscritto la suddetta legge, ma la Giunta Regionale è intervenuta per accelerare la riduzione delle liste d’attesa. Condividiamo la proposta del Consigliere Lopalco e, su questo, chiediamo all’Assessore Palese massima determinazione con l’immediata creazione di un tavolo di lavoro che metta insieme le menti migliori, affinché lavorino per individuare, dati alla mano, la soluzione a un problema che – è bene chiarirlo – non riguarda solo la Puglia bensì tutte le regioni”.

Insomma, un tavolo tecnico alla ricerca di soluzioni creative per abbattere le liste d’attesa. Proprio come fece nel 2005 Nichi Vendola appena eletto Presidente. Salvo poi rendersi conto che di soluzioni a costo zero non ce ne sono e che il problema delle liste d’attesa non è di soluzione semplice e soprattutto economica.

Servono più medici, più tecnici, più laboratori, più macchinari. In parole povere, servono più soldi e soldati. E non è mandando a casa un direttore generale e sostituendolo con un altro che si potrà risolvere il problema.

 

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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