Premiare la professionalità di chef che operano da decenni nelle cucine italiane e riconoscere loro devozione e lungimiranza è alla base di una prestigiosa onorificenza, il Collare “Collegium Cocorum”, rilasciata dalla Federazione Italiani Cuochi (FIC).
È di questo riconoscimento al merito professionale che è stato insignito alcuni giorni fa Nicola Morea, executive chef di Palo del Colle, nonché Food & Beverage Manager per tre rinomate strutture, tra Puglia e Basilicata, che fanno capo ad una holding della famiglia Urgo di Gravina in Puglia.
Difatti, nel pomeriggio di martedì quattrocento esperti addetti ai fornelli sono arrivati a Roma da tutta Italia per l’importante appuntamento FIC: alla cerimonia di premiazione, presso l’Auditorium Antonianium, anche Nicola Morea al quale è stato conferito il titolo in qualità di operatore nell’arte culinaria da oltre venticinque anni; con amore e grande capacità ha saputo onorare la professione delle berrette bianche e decantare la sopraffina e millenaria tradizione della cucina nostrana.
Un mix di emozioni e orgoglio ha investito lo chef di Palo del Colle all’atto del conferimento della massima onorificenza: «è il giusto riconoscimento a tanti anni di sacrifici e lavoro svolti sempre con umiltà e passione. Lo dedico a chi mi ha trasmesso le proprie conoscenze per farmi crescere nella mia carriera e soprattutto a mia moglie e alla mia famiglia a cui spesso ho sottratto il bene più prezioso, ovvero il tempo».
La ricetta vincente dello chef
All’indomani della consegna del Collare “Collegium Cocorum” a Nicola Morea e colleghi, abbiamo raccolto la testimonianza dell’executive chef e Food & Beverage Manager di Palo del Colle.
- Il premio è il frutto di un quarto di secolo di professione, impegno e passione: quanto è complesso essere innovativi e originali ogni giorno nei piatti da servire ai clienti?
«Abbastanza. Negli ultimi decenni la ristorazione è stata bersaglio di repentini cambiamenti di tendenze grazie all’influenza dei mass media. Solo con il confronto, lo studio e la dedizione al lavoro si riesce a tenere un passo che faccia da filo conduttore tra il passato e il presente».
- A proposito di passato e presente: qual è il piatto forte della casa che, in qualche modo, vi ha contraddistinto in venticinque anni di attività?
«Non amo particolarmente identificarmi in un piatto, bensì valorizzare i prodotti del nostro territorio e renderli appetibili in una veste esteticamente attuale senza mai tralasciare il gusto di una volta».
- Uno sguardo al domani: restare conservatori e tradizionalisti con piatti tipici e negli anni testati o lanciarsi nel più sostenibile novel food, tra snack agli insetti e burger ai grilli, pasta alle alghe e formaggi di proteine vegetali?
«La tradizione è sinonimo di certezza, di cultura, di storie da raccontare. Sta a noi renderla attuale senza sfociare in tendenze che non appartengono alla nostra filosofia di vita e alla dieta mediterranea che ci contraddistingue nel mondo».
- A suo parare, in Puglia il settore enogastronomico ha spinto un riaffermato turismo oppure i flussi turistici hanno rilanciato i prodotti enogastronomici? E, ad ogni modo, il connubio che ne è scaturito funziona ed è vincente ma cosa manca ancora ad oggi sul territorio?
«Certamente oltre alla bellezza del nostro territorio, l’enogastronomia è motivo di appeal per i turisti e allo stesso tempo i nostri prodotti d’eccellenza diventano veicolo d’esportazione con significative crescite in tutto il mondo. Mancano, ahimè, i giusti servizi e offerte adeguate per rendere il turismo accessibile ad una platea più ampia e che possa anche destagionalizzare le visite».
- Rivolgendoci ai giovani o a chi è in procinto di intraprendere un percorso simile al vostro, cosa consigliereste?
«È la più difficile di tutte le domande. I tempi sono cambiati, dopo il Covid la tendenza dei ragazzi ma non solo è di avere un lavoro che gli permetta di avere più tempo libero. L’umiltà, la curiosità, lo studio, la dedizione a raggiungere gli obiettivi sono il giusto mix che con uno spirito di sacrificio aiutano a raggiungere la meta desiderata».











