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Palinsesto Rai, Giorgino torna su Rai 1 con un nuovo programma di approfondimento

La notizia era nell’aria già da un po’. Finalmente il noto giornalista andriese Francesco Giorgino farà il suo grande ritorno in Rai, in seconda serata. Fissata anche la data, si parte lunedì 20 novembre subito dopo il match che vedrà affrontarsi nuovamente la nazionale azzurra con l’Ucraina. Dopo un periodo lontano dal grande schermo, dovuto alle scelte dell’allora Direttrice Rai Monica Maggioni, ecco che finalmente il nostro conterraneo rientra a tutti gli effetti nel palinsesto Rai, con un programma tutto suo.

La sua assenza è durata quasi un anno e mezzo. Era il 15 giugno del 2022 e il suo anomalo gesto di saluto rivolto ai milioni di telespettatori non passò inosservato: “Sono le 20 33 minuti e 43 secondi, termina qui l’edizione di prima serata del TG1 grazie per la vostra attenzione e arrivederci a tutti” furono le sue ultime parole. Il timbro della voce, rotto dall’emozione, e quella decisione che forse in cuor suo sapeva già che lo avrebbe portato lontano dai suoi numerosi fans e telespettatori. Un gesto inusuale per il mezzobusto più celebre d’Italia, che ha fatto insospettire tutti.

Ma ormai, è acqua passata. È tempo di pensare al nuovo programma: il titolo è ambizioso XXI secolo, con un claim assai emblematico “Quando il presente diventa futuro”. Si racconteranno i temi di cui si dibatte nel XXI secolo, quello in corso, e che hanno punti di ricaduta diretta nelle nostre vite di tutti i giorni e sui cittadini. Temi complessi trattati con un linguaggio semplice, diretto e il più comprensibile possibile facendo un racconto sul campo ma anche ospitando i protagonisti in studio del XXI secolo e facendo ricorso a quella forma di linguaggio sicuramente indispensabile nell’era dei social che è il Data Journalism, linguaggio dei dati che riesce a semplificare e a restituire il senso della complessità di questioni che le parole non sempre sono in grado di spiegare.

Compito della televisione generalista del servizio pubblico, afferma Giorgino, è quello di spiegare argomenti complessi con un linguaggio semplice e di immediata comprensione. Al centro ancora una volta i fatti di attualità che si può sviluppare e ripercuotere in un arco temporale di medio-lungo termine.

Una nuova avventura dunque che non si fermerà alle classiche domande: “che cosa sta accadendo?” e “perché?” ma proverà ad indagare nuove traiettorie quali, ad esempio, “Dove altro può succedere?“ e “perché può accadere proprio lì?”

In una realtà postmoderna in cui notizie di esteri, politica, economia, geopolitica e geoeconomia si intrecciano indissolubilmente parte la sfida all’ipercomplessità.

Sicuramente in questo lungo anno sono cambiate tante cose a livello mass mediatico. Due guerre terribili occupano e superano ormai quotidianamente il gate keeping della notiziabilità. Conflitti sempre più vicini che hanno ripercussioni dirette sulle nostre vite.

E che continuano a polarizzare i nostri pensieri, perché se da un lato ci sono i buoni dall’altro lato devono per forza di cosa esserci i cattivi. Ed è proprio a questa ipersemplificazione del linguaggio mediatico e dei paradigmi della società che bisognerà vigilare, provando a comprendere i diversi contesti in cui si sviluppano i numerosi eventi che oggi chiamiamo storia.

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