“Regione Puglia e provincia Bat sono al lavoro in grande sintonia per risolvere la problematica legata alla Sp2 Andria-Canosa, in particolare nel tratto di Montegrosso”. Così il presidente del gruppo Pd Filippo Caracciolo al termine di un tavolo tecnico tra Regione e Provincia Bat.
Il problema sul tavolo è che non è stato previsto l’accesso al Borgo di Montegrosso nel piano di ammodernamento della Strada Provinciale 2.
Da tempo si discute di questo tema, intanto nelle more dell’esecuzione dei lavori era stata prevista una rotatoria che permetteva l’ingresso a Montegrosso, ma ora i lavori sono terminati e serve una soluzione definitiva.
Tra le ipotesi ci sarebbe quella di una variante al progetto con una previsione di spesa pari a 11 milioni, risorse che la Provincia non ha e che la Regione non può dare per mancanza di competenza.
“Nel corso dell’incontro – afferma Caracciolo – cui hanno preso parte il capo di gabinetto della Regione Puglia, il direttore generale di Asset Puglia, il capo dipartimento viabilità e dirigente del settore lavori pubblici della Regione Puglia e il Rup del procedimento per conto della Provincia, è stata ribadita la disponibilità, proprio da parte della provincia stessa, a finanziare l’opera per una cifra pari a 2 milioni di euro. Dal canto suo – aggiunge il presidente del gruppo Pd – la Regione attraverso il suo rappresentante ha dato la disponibilità a coprire i restanti costi, pari a circa 11 milioni di euro, con fondi Fsc 2021-2027”.
“Dal punto di vista procedurale – prosegue Caracciolo – la provincia farà prevenire una nota con dettagli tecnici, amministrativi ed economici chiedendo alla Regione di poter coprire tutto l’intervento. Entrambi gli enti hanno già formalizzato la volontà di fornire tutti gli atti per far sì che la Sp2 non sia più un problema, ma sede di una viabilità sicura e soprattutto punto di accesso per i residenti e le attività produttive di Montegrosso”.
“Di quanto emerso dall’incontro tecnico sarà dato atto al Prefetto nel corso di un tavolo già fissato per il prossimo 6 novembre. Quello odierno – conclude Caracciolo – rappresenta un importante passo in avanti verso la risoluzione di una problematica delicata e da affrontare in maniera urgente.”











