Il centrosinistra che vince, ma che non è capace di amministrare e dopo un anno è già lacerato al suo interno da una crisi profondissima. Ed adesso il bivio: o Italia Viva con Rinaldo Melucci o il Campo Largo. La crisi amministrativa al Comune di Taranto, dopo un anno dalle elezioni che hanno riportato alla conferma del sindaco, sembra inevitabile.
Dopo le ultime dichiarazioni di Melucci, ieri con una nota condivisa da tutti i partiti di centrosinistra che hanno partecipato alla coalizione che ha vinto le ultime amministrative, sembra chiaro che l’amministrazione Melucci-bis è arrivata ad un bivio: fuori Italia Viva e ripristino degli assetti definiti dai risultati elettorali riportando indietro le lancette al giorno delle elezioni, oppure sarà crisi politica e si andrà verso lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Le forze politiche che hanno costruito la coalizione e il progetto “progressista” che ha portato all’elezione di Rinaldo Melucci a Sindaco di Taranto si sono riunite ieri mattina alla luce dell’evoluzione del quadro politico dell’amministrazione di Taranto.
“Forte è lo sgomento – scrivono – e lo scollamento dall’entusiasmo che ci ha portato ad appoggiare l’attuale Sindaco. In poco meno di 18 mesi la Giunta comunale ha subito decine di cambi, il trasformismo e i cambi di casacca sono stati numerosi. Abbiamo assistito ed assistiamo ad un teatrino deprimente, discussioni false sul programma mentre oramai il maggior partito della coalizione è diventata la forza che ha come leader l’ex Presidente del Consiglio che negava il problema ambientale a Taranto ed è stato fautore dell’introduzione dello scudo penale e dei decreti che imponevano l’apertura dello stabilimento ILVA in barba alle salvaguardie minime tutele ambientali e sanitarie”.
Il riferimento è chiaramente a Matteo Renzi ed alla vicenda sull’Ilva e sulla decarbonizzazione.
“Senza contare – prosegue la nota – che oramai gli esponenti che abbiamo battuto nelle urne e non avevano partecipato al nostro progetto iniziale sono parte integrante di questa coalizione egemonizzandone il peso politico. Il tutto mentre l’ILVA rischia il collasso senza nessuna salvaguardia per i lavoratori e per la salute e lo stesso Melucci si presta ad operazioni ancillari con Fitto che in parallelo occulta accordi al ribasso con la multinazionale indiana, che ha dimostrato non avere a cuore il benessere delle comunità territoriali”.
“Questa amministrazione era nata nel solco della riconversione economica, sociale e culturale, nonché della salvaguardia ambientale della città con una forte spinta alla trasformazione della fabbrica con la chiusura dell’area a caldo e la modernizzazione dell’intera città. Un mese fa avevamo appreso che il sindaco voleva occuparsi solo della città e cercava nuovi stimoli solo nell’affrontare i problemi che attanagliano Taranto, mentre in 9 giorni lo ritroviamo leader del partito di Renzi (quello dei decreti) snaturando completamente la coalizione iniziale. Non possiamo più accettare questo stato delle cose”.
“Diverse forze hanno già annunciato l’uscita da questa maggioranza e altre lo annunciano con questo documento, ritenendo come unica possibilità di dialogo con Melucci il ripristino della maggioranza risultata vincitrice alle ultime elezioni e l’azzeramento dell’attuale composizione della giunta. Una ripartenza nel rispetto del mandato elettorale”.
Questo, in parole povere, l’ultimatum che porta la firma di Domenico De Santis (PD Puglia), Leonardo Donno (M5S Puglia), Domenico Tanzarella (PSI Puglia), Fulvia Gravame (Verdi Puglia) e Michele Boccardi (CON Puglia).
In altre parole o Campo Largo o Italia Viva. Cosa prevarrà nel primo cittadino di Taranto? Lo sapremo molto presto. Per questa mattina è prevista una nuova conferenza stampa.











