Il Purgianella è la maschera, figlia del personaggio classico di Pulcinella, che rappresenta il Carnevale di Castrignano del Capo (LE), nonché l’identità storica degli abitanti locali.

Esso indossa dei calzoni lunghi e un ampio camicione bianco stretto alla vita per trattenere al di sotto dei coriandoli, una volta la crusca intesa come simbolo di fertilità e abbondanza. Della stessa valenza semeiotica, sono i limoni che i purgianelli portano gelosamente con sé: i ragazzi invitavano in maniera esplicita le fanciulle a limonare, a fare l’amore.

La vera caratteristica della maschera è il suo incantevole copricapo, a cono, costruito con le canne e addobbato con pennacchi e centinaia di nastrini di carta colorata a formare una bellissima variopinta criniera al vento, a ricordare anche l’apertura alare dei pavoni, ossia il gesto di corteggiamento del volatile maschio verso l’esemplare femminile. Alla sua estremità, il copricapo ha tre pumi portafortuna, richiamo ancora dell’amore.

Per realizzare questi copricapi vi sono specifiche tecniche di costruzione, applicate ancora oggi dai mastrocappellai.

A completare l’abito sono gli scialli sulle spalle, di diversa fantasia sebbene sempre molto curati, e una mascherina nera in volto; talvolta presentano pure delle bandane al collo o dei fazzoletti alla vita.

Il Purgianella va a “caccia” delle dolci fanciulle, attirate con l’agrume, inondate di coriandoli ma talvolta, e soprattutto in passato, di crusca. Invero, più che corteggiate, le ragazze venivano spaventate. Di qui il detto locale: «ci vide lu Purgianella cu sse chiude e cu sse ’nserra».

È probabile, infine, che il termine purgianello non stia solo per Pulcinella, ma anche per “purginu” (pulcino, in leccese): dei galletti, insomma, che inseguono le belle donne, viste magari come mamma chioccia.

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