Francesco Sderlenga, presidente provinciale di Senso Civico, sostiene senza alcuna remora la pacifica protesta degli agricoltori di Capitanata e di tutto il comparto agroalimentare. È giunto il momento di cambiare il modello di globalizzazione, visto che San Severo, la Capitanata e la Puglia, hanno sempre privilegiato la qualità, la cultura e il legame con il territorio, proprio per valorizzare al meglio il Made in Italy. Tra l’altro, gli agricoltori dicono “no” alla carne sintetica, alle cavallette come cibo, agli impianti fotovoltaici sui terreni produttivi e alla percentuale di terreno da non coltivare.
“I nostri agricoltori, uniti nell’identità nazionale, partono dalla questione generale della P.A.C. 2023-2027, perché gli obiettivi del Green Deal europeo, si possono raggiungere in altri modi. L’attuale Politica Agricola Comune europea (PAC) è fortemente penalizzante per tutto il comparto agricolo locale e nazionale. Le restrizioni comportano perdite, con quel 4-5% di mancata coltivabilità, negli investimenti fatti dagli imprenditori agricoli che hanno acquistato terreni produttivi”.
Già vice sindaco e assessore all’Agricoltura del Comune di San Severo, Francesco Sderlenga specifica che “Cosa dire dei costi quadruplicati e ingiustificati di concimi e fitofarmaci, dei costi energetici, compreso il rincaro del gasolio agricolo, dell’Irpef sui terreni? Ben venga la posizione del Governo per rivedere la questione Irpef e così pure l’annuncio fatto dal Presidente del Consiglio dei Ministri per l’aumento dei fondi Pnrr per l’agricoltura che sono passati a 8 miliardi di Euro. Ma è il caso di attuare anche una difesa del Made in Italy e dei nostri agricoltori che sono i primi a salvaguardare l’ambiente e prendersi cura della natura. Un ulteriore elemento di preoccupazione è quello della concorrenza sleale di Paesi extraeuropei che non hanno l’obbligo di rispettare standard come quelli in vigore in Europa, andando a ledere gli interessi degli agricoltori che protestano contro una mancanza di regolamentazione”.
Le conclusioni del presidente di Senso Civico:
“Inoltre, se ci fosse più cooperazione e unione nel nostro territorio, le istanze andrebbero meglio direzionate e usate come strumento per difendere i nostri prodotti agricoli: dall’olio extra vergine d’oliva, al vino, passando per lo spumante, il grano, il pomodoro e l’ortofrutta. La politica locale, dal basso, deve incalzare le istituzioni di competenza per sollevare le questioni e le ragioni di chi lavora ogni giorno per la propria famiglia e l’economia territoriale. Lo stiamo dicendo da sempre e non solo nelle occasioni legate al voto. Se questi sono i dieci obiettivi della PAC europea, ai nostri agricoltori manca proprio il primo punto: garantire un reddito equo agli agricoltori (aumentare la competitività; migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare; agire per contrastare i cambiamenti climatici; tutelare l’ambiente; salvaguardare il paesaggio e la biodiversità; sostenere il ricambio generazionale; sviluppare aree rurali dinamiche; proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute; promuovere le conoscenze e l’innovazione)”.











