La presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, nella giornata di ieri è intervenuta nella seduta della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regione e delle Province autonome per chiedere un intervento ai ministri competenti per integrare il Fondo di perequazione dopo il taglio di 3 miliardi e mezzo deciso dal Governo.
“Il fondo di perequazione, istituito nel 2009, serviva a finanziare la realizzazione delle infrastrutture necessarie a colmare il deficit di servizi forniti ai cittadini e alle imprese nei diversi territori. Lo scopo era quello di ridurre i divari fra le diverse aree del Paese – spiega Capone – tagliare queste risorse significa annientare i servizi e le infrastrutture delle aree più povere. Altro che impegno sui Lep ( livelli essenziali delle prestazioni). Il Governo non solo non prevede nuove risorse, ma toglie anche quelle esistenti, questo farà crescere il divario infrastrutturale”.
“Non si può restare in silenzio davanti a queste decisioni – aggiunge Capone – e non è questione di colori politici, ma è l’analisi di situazioni di disparità che quotidianamente emergono dalla vita reale. Per fare un esempio basti vedere la situazione dei collegamenti stradali e della linea ferroviaria tra Nord e Sud. Ma anche le condizioni di scuole e ospedali. La scelta di tagliare il fondo appare come uno spaventoso controsenso proprio in questo momento in cui è in discussione la riforma sull’autonomia differenziata”.
“Voglio ricordare – sottolinea la Capone – che l’istituzione del fondo è previsto dall’articolo 119 della Costituzione, come atto necessario per dare attuazione alla riforma sul regionalismo fiscale. Una strategia quella del governo che condanna il Sud e nello stesso tempo indebolisce l’intero Paese perché fa perdere di competitività. L’Italia spaccata a metà significa creare più povertà con lo spopolamento dei territori, con una emigrazione non solo dal Sud al Nord, ma soprattutto verso l’estero. Il presidente della Conferenza, Roberto Ciambetti, ha accolto la nostra richiesta per un incontro con ministri e il Governo per intervenire sull’integrazione delle risorse”.











