Una celebrazione eucaristica speciale per la comunità di Acquaviva delle Fonti questa mattina nella concattedrale di Sant’Eustachio Martire con la conta delle mezze pezze.
Un rito che affonda le sue radici nel lontano 1656 e con il quale il Comune, allora denominato Università, faceva atto formale e irrevocabile di costituzione di un censo di 50 mezze pezze di argento a favore della Santa Vergine Maria SS. di Costantinopoli, per aver salvato la città dalla pestilenza del 1641.
Mille euro il contributo annuale di partecipazione per il 2024 determinato dall’amministrazione comunale: per il sindaco Marco Lenoci non si tratta di un semplice rituale. «È legittimo versare un contributo ad un ente ecclesiale nel momento in cui c’è correlazione tra entità della sovvenzione e finalità pubblica perseguita. Tuttavia, tale tradizione viene considerata dai cittadini non solo utile ma imprescindibilmente connessa ai valori storici e identitari della comunità stessa. La finalità pubblica è giustificata dalla necessità di tutelare una tradizione storica della comunità che si tramanda di generazione in generazione da 368 anni.»











