HomePoliticaBariMafia e Bari. I parlamentari Pd: "Scioglimento del Comune? Solo malafede"

Mafia e Bari. I parlamentari Pd: “Scioglimento del Comune? Solo malafede”

Un atto politico ed elettorale per fare un favore al centrodestra e danneggiare l’amministrazione in carica. Questo il giudizio dei parlamentari del Partito Democratico dopo la notizia resa pubblica da Antonio Decaro sull’avvio di una attività ispettiva presso il Comune di Bari per valutare possibili azioni in seguito ad infiltrazioni criminali nell’amministrazione cittadina.

“Ciò che è accaduto oggi segna un punto di non ritorno nella storia politica del nostro Paese. Mai, prima di oggi, un Governo, un Ministro dell’Interno, avevano osato utilizzare i propri poteri amministrativi per combattere gli avversari politici e vincere una sfida elettorale. Quello che ha fatto il Ministro Piantedosi ai danni del Comune di Bari è un atto di una violenza e di una gravità inaudita”.

Parlano senza mezzi termini di un atto politico evidentemente finalizzato alla vittoria elettorale i parlamentari pugliesi del Pd Marco Lacarra, Ubaldo Pagano e Claudio Stefanazzi che in  una nota congiunta puntano l’indice contro l’invio da parte del Viminale di un accesso ispettivo a seguito dell’inchiesta Codice Interno.

Le evidenze per i parlamentari Pd

“E’ evidente a tutti che non esiste nemmeno l’ombra di un solo presupposto per verificare l’ipotesi di scioglimento del Comune. Il Ministro ha dimostrato di aver ignorato platealmente le parole del Procuratore distrettuale antimafia Rossi, quando ha affermato pubblicamente che l’amministrazione comunale è estranea ai fatti contestati ed è sempre stata impegnata pervicacemente nella lotta alla criminalità organizzata. Non solo, Piantedosi ha scelto di ignorare completamente i fatti: ossia che i consiglieri arrestati nell’ambito dell’inchiesta non sono stati eletti nelle liste a sostegno dell’attuale maggioranza, ma di quelle dell’opposizione al governo cittadino. Insomma, l’unica voce che ha voluto ascoltare e servire è quella dei parlamentari di centrodestra che hanno chiesto e ottenuto un commissariamento politico del Comune.”

La tempistica

“A confermare la malafede con cui è maturata questa decisione assurda è la tempistica di quanto sta avvenendo. A pochi mesi da un’elezione in cui proprio il centrodestra, per la quinta volta in vent’anni, sarebbe andata incontro a una sconfitta bruciante. A questo punto, di fronte alla gravità di un atto che nulla ha a che fare con la nostra democrazia e che, anzi, ne costituisce l’esatta negazione, chiediamo l’intervento diretto del Presidente della Repubblica. Tutto questo accade solo nei regimi autocratici, ossia nei modelli cui Piantedosi e il centrodestra evidentemente si ispirano. E noi non possiamo tollerare che tutto ciò succeda in una democrazia come la nostra”.

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Redazione
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