HomeCronacaArbitri, Abbattista a Le Iene, «Serve reset e commissariamento». Cosa è successo?

Arbitri, Abbattista a Le Iene, «Serve reset e commissariamento». Cosa è successo?

“La cosa che serve oggi è riscrivere le regole dell’associazione, con principi di equità, con il senso di giustizia. Dotare l’Aia di un organismo di controllo e di revisione terzo, al di sopra delle parti, lo dobbiamo anche agli italiani e ai tanti tifosi”.

Un fiume in piena l’ex arbitro e var molfettese Eugenio Abbattista che, come avevamo ipotizzato, si è presentato personalmente ai microfoni de Le Iene per spiegare l’accaduto. Nell’intervista con Filippo Roma emerge ancora una volta l’impossibilità da parte degli arbitri di serie A e B di potersi esprimere liberamente. Motivo per il quale Abbattista ha deciso di dimettersi: “Mi sono dimesso perché ero stanco dello schifo che vedevo attorno. Un bavaglio alla bocca che non mi apparteneva”. Vengono dunque confermate le gravi anomalie negli atti e nei verbali del massimo organismo degli arbitri. Insomma nonostante le richieste da parte dell’ex arbitro molfettese di essere ascoltato dalla Procura Federale, nulla è cambiato.

Abbattista parla anche di scelta politica nella decisione che ha visto lui, Calvarese e Giacomelli riconfermati dai vertici dell’Aia. Mossa quindi per ingraziarsi le rispettive sezioni? chiede l’inviato de Le Iene. “Non solo, e anche di equilibri territoriali che sono tipici dell’Aia. È evidente, a febbraio 2021 si sarebbero fatte le elezioni, io la ritengo incomprensibile sia dal punto di vista politico che dal punto di vista umano. E una delle ragioni per cui ho raggiunto quel livello di schifo di cui ti parlavo, che poi porta un uomo libero, a dire “mi dimetto perché ho necessità di raccontare una verità”.

Una storia che non si ferma qui. Rimborsi tarocchi, carriere con corsie preferenziali e indagini in corso e ancora inedite saranno al centro dell’attenzione mediatica nelle prossime settimane.  Questi intanto sono i fatti, Abbattista è il primo fischietto italiano che decide di dimettersi spontaneamente a campionato in corso. Mentre, almeno per il momento, i vertici dell’Aia (Gravina, Presidente FIGC, Pacifici, Presidente Aia, Rocchi, Designatore Arbitri) non hanno fatto nessun passo indietro.

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