“Per comprendere l’azione del centrodestra a fronte dell’inchiesta di Bari occorre ricostruire i fatti. La Procura di Bari, nel marzo 2023, ha chiesto al Gip di emettere misure cautelari nei confronti di alcuni soggetti. Il Gip emette quelle misure un anno dopo, nel marzo 2024. Il tempo dell’applicazione della misura è una scelta della giustizia, non di certo della politica. Stando a quanto emerso, ci troviamo di fronte ad una situazione in cui figure appartenenti ai clan decidono le assunzioni di una municipalizzata che è al 100% sotto il controllo del Comune, con delega attribuita al Sindaco. A fronte di tutto questo, noi parlamentari pugliesi di centrodestra siamo andati dal Ministro dell’Interno a sottolineare la necessità di un chiarimento, in totale trasparenza e nell’interesse della cittadinanza”.
Così nella serata di ieri a L’aria che tira, su La7, il senatore di Forza Italia e vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che poi ha proseguito: “Rappresentiamo un territorio, dunque avevamo pieno diritto di farlo. Il Ministero e il Prefetto avevano tre possibilità: non fare nulla, nominare una commissione d’accesso o procedere allo scioglimento senza nominare la commissione. E’ stata scelta la via, più prudente, dell’accertamento”.
“La reazione di Decaro – sottolinea Sisto – la definirei folcloristica, smodata e alquanto debole nei contenuti. Nell’ambito delle procedure attivate dal Viminale di fronte a presunte infiltrazioni malavitose, la posizione di chi guida il Comune non è decisiva. Molti Comuni vengono sciolti anche senza processo penale e senza che il sindaco sia conseguentemente indagato. Lo scopo dell’intervento, infatti, è verificare se nel tessuto connettivo dell’amministrazione ci siano delle contaminazioni criminali di stampo mafioso”, ha concluso.











