Le importazioni agricole selvagge e le normative europee sul luogo di ultima trasformazione e sulla tracciabilità stanno affossando il Made in Italy, mettendo in campo una grande truffa ai danni dei consumatori che non fanno altro che danneggiare le nostre imprese agricole.
Da ultimo secondo Coldiretti la nuova asta turca del grano affossa il Granaio d’Italia, proprio quando si sono accese le mietitrebbie per la raccolta in Puglia, mentre il prezzo del grano pugliese è sceso al di sotto dei costi di produzione.
E questa mattina gli agricoltori di Coldiretti con gommoni e barche a vela sono andati pacificamente “all’arrembaggio” della nave carica di grano turco per la mobilitazione a difesa del Made in Italy ed impedire che vengano spacciati come pane e pasta italiani quelli ottenuti con grano importato.
Gli agricoltori di Coldiretti, una volta saliti sui gommoni, hanno avvicinato le navi al grido di ‘No fake in Italy’. Obiettivo del blitz di Salerno è il carico di concentrato di pomodoro proveniente dalla Cina grazie al lavoro forzato degli uiguri in Xinjiang, arrivato nei pressi del porto in 40 contanier. Lo scorso anno l’Italia ha importato 85 milioni di chili di pomodoro trasformato cinese, proveniente in gran parte proprio dallo Xinjiang. Blitz anche a Bari, dove è arrivata la nave carica di grano turco di cui si erano perse le tracce dopo che aveva lasciato la Tunisia, da cui risulta sia stata respinta, e toccato le coste della Grecia prima di arrivare nello scalo pugliese. Anche in questo caso sono salpate le imbarcazioni di Coldiretti decise per denunciare queste pratiche.
“Con le quotazioni scese ampiamente al di sotto dei costi di produzione e la campagna di raccolta appena avviata, a rischio è la sopravvivenza di 38mila aziende agricole in Puglia, il Granaio d’Italia, con l’aumento della dipendenza dall’estero”, denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “sotto accusa ci sono gli accordi gli accordi di libero scambio europei per cui vanno fermate le importazioni sleali, introducendo con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e del rispetto delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno, poiché è intollerabile la concorrenza sleale che mette a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole. Ad aumentare sono anche gli arrivi dalla Turchia sulla quale grava peraltro il sospetto di triangolazioni dalla Russia”.











