Capita sempre più spesso, per chi è alla ricerca di un lavoro di imbattersi in annunci assai curiosi. Ma partiamo dal principio. Cosa dovrebbe contenere un annuncio di lavoro oggi per essere ritenuto tale?
Per la stragrande maggioranza degli utenti le informazioni minime che renderebbero un annuncio di lavoro tale sono almeno tre. La prima, una chiara descrizione dell’azienda che spieghi in maniera semplice e comprensibile, quale sia la sua attività principale, il suo core business direbbe oggi qualcuno appoggiandosi come troppo spesso si fa, a termini inglesi nonostante il corrispondente termine italiano esista. Molte aziende poi, con scarsissima vocazione verso la clientela estera, proseguono le fragorose descrizioni ricordando mission, vision e values aziendali: per intenderci la missione, la visione e i valori dell’azienda.
Spesso però si perde di vista qualcosa ciò che è essenziale preferendo l’uso di termini altisonanti come ad esempio “leader del settore” che però non definiscono né di quale settore si tratti né chi sia stato a dare tale titolo all’azienda.
Importante diventa anche, e siamo al punto due, al fine dei calcoli delle spese per un lavoratore, capire la modalità di esecuzione del lavoro. Oggi infatti si sentono sempre più spesso termini come hybrid work o full remote job che indicano, banalmente, la possibilità di lavorare in modalità ibrida ovvero suddividendo le ore previste dal contratto tra azienda e casa oppure, per il termine full remote di lavorare totalmente da remoto cioè senza dover raggiungere la sede di lavoro fisicamente, ma dotandosi della strumentazione, concordata con l’azienda, che renda possibile lo svolgimento delle attività previste dal contratto.
Punto tre, sicuramente dovrebbero essere declinate anche le mansioni che ci si aspetta vengano svolte oltre che le ore previste da contratto. Ciò che accade è che la mansione venga sostituita da anglicismi come account o project manager che spesso non dettagliano in maniera minuziosa cosa ci si aspetti venga fatto. Oggi vanno più di moda espressioni che suddividono la giornata lavorativa in full time o part time; il primo termine per indicare giornata piena, otto ore di lavoro, il secondo per indicare invece la mezza giornata, solitamente quattro ore. Anche in questo caso, nelle descrizioni è possibile che in alcuni annunci il termine mansioni sia sostituito dall’anglicismo tasks tanto caro ai cari HR manager. Dopo di che sarebbe molto apprezzato ritrovare l’intervallo, spesso sostituito con la parola range, della retribuzione prevista. In diversi casi la dicitura utilizzata dalle risorse umane recita: “la retribuzione sarà commisurata all’esperienza”. Proviamo a suggerire alle aziende una modalità più chiara e trasparente di agire: ad esempio, se in possesso di esperienza inferiore a tre anni, qualcuno direbbe profilo junior, la retribuzione sarà di tot, mentre in caso di esperienza superiore ai tre anni, profilo senior per gli inglesi di cui sopra, la retribuzione corrisponderà a tot+x. Insomma quanto più chiare sono le informazioni inserite negli annunci, tanto più i curricula che verranno ricevuti saranno precisi e dettagliati.
Spesso infatti, capita di osservare come più che una ricerca di professionalità, si cerchi solo di aumentare la reach ovvero di fare “traffico” sulle piattaforme social. In questa maniera, più che una ricerca di personale, gli annunci con tanto di parole evidenziate in grassetto, hashtag di ogni tipo ed emoticon per rendere più amichevole, o friendly l’annuncio, assomigliano sempre più a dei veri e propri post autocelebrativi dell’azienda.
Cercare lavoro è forse diventato un evento? Come un tour musicale da pubblicizzare?
Facendo un attento giro su molti dei post, gli annunci, pubblicati da taluni hr specialist, specialisti delle risorse umane, la sensazione è quella. Come l’open house utilizzato dalle agenzie immobiliari serve per attirare in breve tempo possibili acquirenti senza che sia stato fissato un appuntamento ma invitando tutti in un determinato giorno e in una determinata fascia oraria, così il recruiting day, sì ancora una parola inglese, sta ad indicare la giornata dedicata al reclutamento, che diventa però un momento di autoesaltazione aziendale.
Eventi aperti a tutti, senza un preciso target ovvero un’utenza realmente interessata a ricoprire quella figura. Non importa, ciò che conta è che si pubblichino foto dell’evento che ha riscosso successo sul territorio, con numerose persone che hanno partecipato all’evento. Non importa quali fossero le loro skills, per definire le abilità che contraddistinguono ciascuno di noi.
Ma se di risorse umane ancora si vuole parlare, occorrerebbe essere più vicini alle esigenze reali di tali persone. Diventa essenziale sapere chi si ha di fronte, cosa fa e quanto seria la sua proposta sia. Spesso poi, in un mondo sempre più rapido e superficiale, la maggior parte dei testi vengono redatti da chat gpt, un’intelligenza artificiale e anche su questo grande ossimoro della contemporaneità ci sarebbe tanto da scrivere. Cosa resta allora alla fantasia e all’estro di queste persone? Poco o nulla.
Ah quasi dimenticavo, quando guardate una di queste offerte, ricordate di fare l’apply prima della deadline!











