HomeEconomia & SviluppoEconomiaSaldi estivi, iniziano oggi. In Puglia sconti fino al 15 settembre

Saldi estivi, iniziano oggi. In Puglia sconti fino al 15 settembre

Per gli appassionati di shopping e per chi è alla ricerca di qualche buon affare, o vuole semplicemente rinnovare il proprio guardaroba cercando di risparmiare qualcosa il grande giorno è arrivato. A partire da oggi, infatti, anche in Puglia (come in quasi tutto il resto d’Italia) partiranno i saldi estivi, con modalità e durata variabile a seconda della Regione. In Puglia la possibilità di vendite in saldo resterà attiva fino al prossimo 15 settembre.

Cosa si intende per saldi?

Per saldi si intendono le vendite di fine stagione con prezzi scontati di capi di abbigliamento ed accessori. Solitamente queste vendite particolarmente interessanti per i clienti avvengono in due periodi dell’anno: a inizio gennaio dopo le feste natalizie per l’abbigliamento invernale ed i primi di luglio per quello estivo.

Per “saldi” si intendono le vendite di fine stagione (anche se siamo appena all’inizio dell’estate) di quei capi che, se invenduti, rischierebbero di deprezzarsi e di restare invenduti praticamente per almeno un anno. La grande differenza dei saldi rispetto alle vendite promozionali è, dunque, proprio l’assenza di ogni riferimento alla stagionalità della merce.

Dunque per saldi, è bene ribadirlo, non si intende una vendita scontata per “svuotare” il magazzino dall’invenduto degli anni precedenti, nè uno sconto extra su capi fuori serie o fuori produzione, ma una vendita a condizioni particolari di merce stagionale per evitarne il deprezzamento e lo spostamento in magazzino. Il riferimento dunque è alle ultime collezioni, dove magari mancano alcune taglie o alcuni colori e di cui non si farà riassortimento.

In Italia la prima normativa di riferimento è stata la legge 80 del 1980 che imponeva precise indicazioni nei confronti dei commercianti che volevano effettuare tali tipi di vendita promozionale. Adesso la normativa vigente è formata dal decreto legislativo 114 del 1998, il decreto legislativo 24 del 2002 ed il decreto legislativo 206 del 2005 chiamato anche Codice del consumo a regolamentare la materia.

Sconti e trasparenza dei prezzi

Uno dei principali problemi che il codice del consumo ha inteso provare a risolvere è la assoluta trasparenza dei prezzi in tempo di saldi a tutela dei consumatori e della correttezza delle transizioni commerciali.

In altre parole: lo sconto è autentico? oppure si tratta di un escamotage per cercare di vendere il capo di abbigliamento facendo leva su una scontistica fasulla o non corretta?

Dal 2023 è in vigore una nuova legge che dovrebbe tutelare il cliente dal rischio di possibili truffe: gli esercenti sono obbligati ad indicare (oltre a sconto e prezzo finale) il prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi.

La norma parla chiaramente di “prezzo più basso applicato”, non “prezzo di listino”, dunque ogni fluttuazione di prezzo o sconto “particolare” applicato nei 30 giorni precedenti all’inizio dei saldi dovrà essere segnato in etichetta e la percentuale di sconto a saldo deve essere calcolata su quest’ultimo prezzo. Per chi non rispetta le regole è prevista una sanzione tra i 516 e i 3908 euro. La norma fa riferimento sia alla vendita nei negozi che alle vendite online.

Alcuni consigli sempre utili per i saldi

  • E’ sempre bene qualche giorno prima di effettuare l’acquisto fare un giro per i negozi di proprio interesse appuntandosi o fotografando i prezzi esposti per poi poterli confrontare con gli effettivi sconti durante i saldi.
  • E’ sempre possibile provare i capi in saldo, così come è sempre in vigore l’obbligo per il commerciante di garantire il cambio in caso di prodotto difettato o non conforme agli standard di qualità previsti.
  • In caso di mancato cambio è prevista la restituzione del capo e la rimessa per intero del prezzo pagato. Ovviamente per poter cambiare o restituire il capo in saldo (come sempre) è necessario conservare la prova d’acquisto (scontrino o documento di vendita).
  • Nel caso in cui il prodotto non sia difettato o non conforme, ma il cliente ha semplicemente cambiato idea e chiede un cambio o un reso, in questo caso non vi è alcun obbligo per il negoziante, che ha la facoltà di accettare o meno il reso e/o il cambio.
  • Per ogni acquisto i commercianti hanno l’obbligo di accettare pagamenti elettronici. Dunque diffidate di chi cerca di vendere capi in saldo accettando soltanto contanti come “leva” per sconti speciali. E’ un preciso obbligo di legge a cui non ci si può sottrarre in nessun caso.
  • Infine, la merce in saldo deve essere ben evidenziata e separata da quella a prezzo pieno, magari già della nuova collezione. A tale scopo possono aiutare scaffali designati e cartelli che evitino di confondere il cliente.
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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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