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Taranto, Melucci ai Commissari Ilva: “Se non cambierà nulla sarà una seconda Bagnoli”

E’ necessario incrementare gli sforzi e gli investimenti non soltanto sul rilancio dell’impianto siderurgico di Taranto, ma anche quelli che coinvolgono, per ricaduta o come conseguenza, l0intera collettività jonica. Lo ha sottolineato il sindaco di Taranto dopo il recente incontro fra il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ed i tre Commissari di ILVA in Amministrazione Straordinaria, Alessandro Danovi, Francesco di Ciommo e Daniela Savi, giunti nel capoluogo ionico per rimodulare il cronoprogramma di utilizzo dei fondi ex ILVA.

Caratterizzata da toni cordiali, la riunione, alla quale ha partecipato anche il capo di Gabinetto del Comune, avv. Greta Marraffa, ha visto il primo cittadino sottolineare come queste risorse, che hanno già permesso la definizione di ben dodici progetti e l’investimento di oltre 20 milioni e mezzo di euro, contribuiranno ad implementare il programma di interventi che,  fra gli altri, riguardano il rafforzamento dei servizi orientati al concetto di “welfare di comunità”, la riqualificazione degli spazi urbani periferici ed il processo di trasformazione del territorio.

Nel corso dell’incontro non è mancato il riferimento al futuro dello stabilimento. Un punto su cui il sindaco ha voluto ribadire la linea dell’Amministrazione che guida dal 2017. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha stabilito che “l’attività industriale deve essere sospesa se pericolosa”, il primo cittadino ha rimarcato che non bisogna più temporeggiare ed è arrivato il momento di avviare l’accordo di programma, unica soluzione di ampio respiro per tutelare la salute, l’ambiente e l’occupazione.

Siamo tutti consapevoli -ha sostenuto il primo cittadino- che vanno intraprese azioni concrete e immediate da parte del Governo e dei Commissari per garantire la decarbonizzazione e tutelare la continuità lavorativa dei dipendenti dello stabilimento. Se non si darà seguito all’accordo di programma, che non deve essere un “clone” di quello siglato per Genova, non ci sarà alcun cambiamento. So che la sfida è grande, ma non possiamo non affrontarla. È ora di agire concretamente e responsabilmente per il bene di tutti. Qualora non dovessimo farlo, il destino di Taranto è quello di diventare una “seconda Bagnoli”.

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Redazione
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