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Un’antologia di quattordici leggende pugliesi raccolte nell’ultima fatica letteraria di Chiara Curione, scrittrice di Gioia del Colle. L’opera, Leggende in videochiamata (V.H. Publisher London), narra una super nonna, ingegnosa e tecnologica, che sposa il moderno delle videochiamate, un modo intelligente di intendere lo smartphone ma soprattutto una modalità fresca e seducente per tramandare racconti e fiabe legati alla propria terra d’origine.

Leggende in videochiamata sarà presentato questa sera con la Curione che mostrerà alla sua Gioia i risultati del complesso lavoro di ricerca: un incontro dal quale emergeranno antiche storie e riti affascinanti che hanno caratterizzato luoghi della Puglia, di cui alcune fonti inedite rinvenute dal compianto giudice Gennaro Losito che nel corso della manifestazione sarà ricordato dal professore Franco Giannini.
La presentazione, promossa dal Circolo Unione e dall’Università della Terza Età, sarà avvalorata e animata dalla letture recitate in costume dagli attori di Teatralmente Gioia Aps e dalle musiche medievali scritte e suonate per l’occasione dai maestri Ilaria Stoppini e Nanni Chiapparino. A dialogare con l’autrice, la giornalista Dalila Bellacicco.
L’ingresso all’evento è libero e gratuito: appuntamento nei giardini del Circolo Unione, in via Roma, alle 19:30.
Curione: «Il racconto orale per tramandare valori, ideali e comportamenti»
Abbiamo sentito e raccolto le parole di Chiara Curione, autrice di Leggende in videochiamata.
Partendo dalla genesi dell’opera, come e quando nasce Leggende in videochiamata?
«È nata dopo aver ricevuto dei testi inediti di Gioia del Colle dall’avvocato Gennaro Losito, sempre stato un ricercatore, storico e appassionato della storia gioiese. Lui aveva l’idea di organizzare un compendio di leggende, testi storici, articoli di giornali e una sezione teatrale, un progetto che non si è più realizzato per vari motivi. Nonostante ciò, avevo iniziato da subito a lavorarci, avevo già scritto, ed ho pensato comunque di pubblicare un libro sebbene abbia allargato il lavoro sull’intero territorio regionale: alcune leggende le conoscevo già, altre le avevo trovate su un antico testo sulla Puglia dell’Ottocento, di una viaggiatrice inglese, Janet Ross. Altre ancora sono andata a studiarle da testi sulle zone del Salento, del Gargano, anche la terra di Bari. Scritte le leggende mi sono detta “non sarà mica una novità” e allora, ispirata a Favole al telefono di Rodari, ho valutato l’idea di Leggende in videochiamata: una nonna che racconta le leggende ai nipoti in videochiamata.»
Quattordici leggende nel testo. Quale vi sta particolarmente a cuore?
«Sono tutte belle, quelle che mi stanno più a cuore sono Pizzomunno (espressione che in dialetto viestano significa “Pezzo di mondo” nda), che è molto significativa, e la leggenda di Skuma di Taranto: in queste troviamo le sirene. Per quanto riguarda le leggende gioiesi, una molto carina è sulle pietre striate di rosso. È una leggenda che risale alla costruzione del monastero dei domenicani, oggi Palazzo San Domenico».
Un lavoro che congiunge due dimensioni che vi rappresentano: la vocazione storica e le letture per ragazzi. Perché l’esigenza di coniugarle?
«Intanto da un punto di vista educativo è fondamentale che i ragazzi vengano coltivati attraverso le storie e le narrazioni. Queste possono legarli al territorio, alimentare un senso di appartenenza, un legame forte. Ci tengo sul piano educativo a trasmettere qualcosa alle nuove generazioni, scrivo per i ragazzi, pensando ai ragazzi: dovremmo curarci tutti insieme dei giovani, non solo la famiglia. È per me una vera missione: aiutarli per affrontare un mondo tanto difficile, essere pronti a fronteggiare le difficoltà, riconoscere sconfitte ed errori, significa essere educati in un certo modo. E va fatto subito. Il bambino è affascinato dal racconto orale che è la base di partenza per educare alla lettura e per tramandare valori, ideali e comportamenti.»
Quanto può essere utile la figura di una nonna per tramandare tradizioni e conoscenze popolari? E quanto – di contro – può essere utile il sapere tecnologico di un adolescente per alfabetizzare digitalmente una nonna?
«Avere conoscenze per il ragazzo è molto utile, l’abbiamo detto. Sapere che si può sbagliare ma che si può superare il pericolo è fortemente educativo. Il rapporto con i nonni dovremmo recuperarlo: il nonno non deve essere preposto solo per i servizi, ridotto a compiti di schiavitù, ma devono essere la parte rilassante e gioiosa dell’educazione, con il nonno si gioca e si impara qualcosa di diverso rispetto al ruolo genitoriale. Quanto poi alla tecnologia: i ragazzi hanno una predisposizione innata, non parliamo dei nativi digitali. La tecnologia è fondamentale perché ci migliora la vita, e non bisogna demonizzarla, però i giovani devono essere educati ad usarla perché andare da solo su un sito o far parte di social nasconde pericoli inimmaginabili per il ragazzo, non ancora formato e consapevole, privo dell’esperienza che può avere un adulto. La mente di un adolescente è fragile: sta a noi adulti insegnare ai ragazzi come usare i mezzi tecnologici.»
Parliamo di leggende pugliesi. Quella di domani, dunque, è una presentazione a sé o esiste un calendario di eventi?
«Al momento non ho contattato nessuno. Dopo domani ho solo in programma Cassano delle Murge dove mi inseriranno in un evento sui libri per ragazzi che organizzano a settembre. Per il resto, mi hanno dato disponibilità le scuole locali, e c’è una maestra che ha adottato Leggende in videochiamata come testo di narrativa. Preciso che terminato questo lavoro mi capita di conoscere un agente letterario che lavora per una casa editrice inglese, la Publisher, che ha aperto sede in Italia: si sono tanto entusiasmati del mio libro che mi hanno proposto di scriverne uno per ogni regione italiana. Mi hanno fornito materiale e adesso sto lavorando per i capitoli delle Isole: in verità, Leggende sarde in videochiamata è già stato pubblicato. Studiare attraverso la geografia e la storia di un territorio, la sua morfologia o le leggende tramandante, è un viaggio unico.»











