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Cresce a trenta metalli il fortino azzurro ai Giochi di Parigi. Alla vigilia del rush finale di questa edizione olimpica l’Italia ha collezionato dieci medaglie d’oro, undici d’argento e nove di bronzo.
Domenica storica: primo oro in assoluto tennis e nuovo primato nuoto
DAY 9 – 4 AGOSTO. Una domenica epica per la compagine azzurra che alla voce olimpica scrive due nuovi capitoli storici. Lorenzo Musetti riporta, dopo 100 anni, da Parigi 1924 a Parigi 2024, il tennis tricolore sul tetto dell’Olimpo ma sono le dirompenti racchette della coppia Errani-Paolini a realizzare qualcosa di unico, una prestazione senza precedenti.
Dopo aver riportato, un secolo dopo, l’Italia sul podio a cinque cerchi, Sara Errani e Jasmine Paolini sono le prime tenniste italiane di sempre a laurearsi campionesse olimpiche.
Nella XXXIII rassegna dei Giochi, arriva il primo titolo WTA 1000 in coppia: la sempreverde Errani propone all’inarrestabile Paolini di gareggiare assieme sul Roland Garros e la scelta risulterà vincente. Le due atlete, match dopo match, giungono in finale dove superano le russe Mirra Andreeva e Diana Shnaider (nel torneo, rappresentate dalla bandiera con la scritta AIN: athlète individuel neutre).
Le rivali aprono forte e si impongono nel primo set per 2-6. Arriva poi la reazione delle azzurre che non ci stanno e rispondo, a tono, con un 6-1. È l’inizio di una rimonta monumentale che si concretizza nel super tie-break che matura il punteggio finale di 10-7.
Nella stessa giornata, poco più tardi, un nuovo pezzo di storia è siglato da Gregorio Paltrinieri. Un primato, questa volta nel nuoto, che porta la firma di SuperGreg che si veste d’argento nei 1500 stile libero, dopo il bronzo negli 800.
Due medaglie, dunque, per il nuotatore carpigiano in terra francese: il doppio titolo nella rassegna olimpica aggiunge un altro record alla sua incredibile carriera. Una vera e propria leggenda per lo sport italiano, nonché il nuotatore azzurro più medagliato di sempre alle Olimpiadi. Cinque podi che piazzano Paltrinieri al vertice della classifica assoluta del nuoto: superati i quattro titoli olimpici di Thomas Ceccon e Massimiliano Rosolino.
A la Defense Arena è argento per l’azzurro delle Fiamme Oro, il suo crono si arresta a 14’34”55. Bobby Finke, statunitense e campione olimpico, con il tempo di 14’30”67 ritocca il record mondiale che apparteneva a Yang Sun dal 2012 (14’31”02). Medaglia di bronzo all’irlandese Daniel Wiffen, già campione degli 800.
Non c’è due senza tre. Ed ecco la terza medaglia in una giornata memorabile: argento nel fioretto a squadre maschile. Il fresco vicecampione olimpico Filippo Macchi e soci bissano il risultato raccolto dalle colleghe spadiste. Il team azzurro, composto da Guillarme Bianchi, Tommaso Marini, Alessio Foconi e lo stesso Macchi, s’inchina sola alla corazzata giapponese in una finale molto combattuta e in bilico sino al penultimo parziale di gioco.
Ginnastica artistica: trave epica con oro D’Amato e bronzo Esposito
DAY – 5 AGOSTO. Dopo l’argento nell’all around a squadre, arriva un nuovo risultato importante nella ginnastica artistica. Epica impresa di Alice D’Amato e Manila Esposito che nella trave sono riuscite a conquistare primo e terzo posto in una finale che certo passerà alla storia dello sport italiano e mondiale.
Ebbene, le due atlete azzurre – andate oltre ogni più rosea aspettativa – compongono due terzi del podio con punteggi complessi di 14.366 e 14.000 punti. Nel mezzo, argento alla cinese Yaqin Zhou (14.100).
La doppietta tricolore, oro e bronzo rispettivamente al petto di D’Amato ed Esposito, è il frutto di esercizi eseguiti in maniera divina e, dall’altro, di errori abissali delle rivali come la caduta della star americana Simone Biles che chiude quinta. Mai l’Italia aveva vinto due medaglie nella stessa specialità: dunque, siglato nuovo record italiano ad una edizione olimpica.
Oro nello skeet a squadre miste: gli azzurri mirano in alto e centrano il miglior risultato nella competizione a cinque anelli. Al tiro a volo Diana Bacosi e Gabriele Rossetti hanno la meglio sul team statunitense per 45-44 in una finale di grande tensione agonistica. Un piattello in più per la vicecampionessa di Tokyo e il campione di Rio permettono alla coppia italiana di vincere sul quattro volte campione olimpico Vincent Hancock e sul bronzo individuale di Parigi Austen Jewell Smith.
Più dietro l’altra squadra del tricolore, composta da Tammaro Cassandro e Martina Bartolomei, che si arresta nella sessione di qualificazione e chiude in quinta piazza assoluta con 144 punti complessi, -2 da podio.
Atletica Leggera: arriva la prima medaglia nel lungo con Furlani
DAY 11 – 6 AGOSTO. Un bronzo meraviglioso per Mattia Furlani nel salto in lungo alle Olimpiadi di Parigi. È la prima medaglia dell’atletica italiana in questa edizione a cinque cerchi: un metallo che arriva per merito del più giovane della squadra azzurra.
Sul gradino meno ambizioso del podio, a soli diciannove anni, il lunghista laziale mette subito le cose in chiaro: al primo tentativo salta la lunghezza che gli regala il terzo posto, un pregevolissimo 8,34 (vento -1.0). Lo ripeterà nel corso della finale, un salto che farà tremare molti avversari, forse anche i grandi campioni.
Non il fuoriclasse greco Miltiadis Tentoglou, che rinnova il mandato olimpico e si riconferma campione vincendo con 8,48. Secondo posto a 8,36 (-0.2) per appena due centimetri è del giamaicano Wayne Pinnock.
Una stagione strepitosa quella di Furlani caratterizzata dagli argenti dei Mondiali Indoor a Glasgow e quello agli Europei di Roma: adesso la ciliegina sulla torna che lo consacra uno dei migliori al mondo. Per la seconda volta l’Italia sale a podio nella disciplina del lungo maschile alle Olimpiadi, a quarant’anni dal bronzo di Giovanni Evangelisti a Los Angeles 1984, invece al femminile due argenti di Fiona May (1996 e 2000). Invero, il successo dell’atleta reatino risulta essere la più giovane medaglia dell’atletica azzurra degli ultimi 100 anni: nel 1920 due ori di Ugo Frigerio e nel 1912 il bronzo dell’altro marciatore Fernando Altimani, entrambi da diciottenni.
Ciclismo su pista, inseguimento di bronzo per la squadra azzurra
DAY 12 – 7 AGOSTO. Il male minore di una giornata che vedeva in gara atleti che nell’edizione nipponica portavano a casa il metallo più ambito? Il declassamento dell’oro di Tokyo al bronzo di Parigi. È il risultato della prestazione del team italiano, nel ciclismo su pista, nell’inseguimento a squadre maschile. Al Saint-Quentin en Yvelines Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan si piazzano al gradino olimpico più basso col tempo di 3’44″197. Il fresco argento su strada e compagni superano in maniera netta la Danimarca: bravi a resistere all’intraprendenza rivale nei primi due km, per poi affondare l’accelerazione decisiva proprio con Milan nel terzo.
Ancora medaglie dalle discipline acquatiche
DAY 13 (8 AGOSTO). Nuove medaglie raccolta dall’Italia nelle discipline acquatiche alle Olimpiadi di Parigi 2024. Subito un bronzo, in mattinata, nella 10km femminile con Ginevra Taddeucci. Sull’arrivo della discussa Senna, l’atleta fiorentina si è piazzata al terzo posto alle spalle dell’olandese Sharon Van Rouwendaal e dell’australiana Moesha Johnson, rispettivamente oro e argento. Sesto posto invece per l’altra azzurra in gara, la pistoiese Giulia Gabbrielleschi.
Argento dalla canoa sprint: nel doppio uomini sulla distanza di 500 metri, un ottimo secondo tempo lancia la coppia Gabriele Casadei e Carlo Tacchini direttamente alle semifinali. Nel St. Nautico-Acqua Piatta gli azzurri peggiorano il crono (da 1’39”17 della batteria preliminare a 1’41”59) e chiudono in terza piazza: un risultato sufficiente per accedere alla finale. Sarà una gara di carattere (1’41”08) che permetterà loro di battere sul fotofinish la Spagna e conquistare un sudatissimo secondo posto. L’oro, invece, alla Cina.
Una giornata in crescendo che si completa con il primato nella disciplina del multiscafo misto con Ruggero Tita, timoniere, e Caterina Banti, equipaggio. Dopo aver dovuto far i conti con una serie di rinvii a causa della mancanza di vento, il 32enne trentino e la 37enne romana hanno confermato il titolo conquistato a Tokyo 2020 precedendo gli argentini Mateo Majdalani ed Eugenia Bosco
Per i due velisti azzurri, dunque, seconda medaglia d’oro, in due successive edizioni olimpiche. Sul podio parigino anche gli argentini Mateo Majdalani ed Eugenia Bosco, argento, e i neozelandesi Micah Wilkinson e Erica Dawson, bronzo.
Atleti pugliesi, bene ma non benissimo: sesti Stano-Palmisano, bronzo mancato Dell’Aquila
DAY 12 – 7 AGOSTO. Sesto posto nella staffetta mista di marcia sulla lunghezza dei 42.195. Massimo Stano e Antonella Palmisano i due marciatori a rappresentare i colori italiani in una disciplina inedita, pensata e portata sulle strade parigine per la prima volta in assoluto.
Gli atleti pugliesi si spendono e danno tutto ma non basta: chiudono in sesta posizione, un risultato facile da criticabile ma difficile da realizzare se realizzato a certe condizioni fisiche. A Parigi gli azzurri sono in gara e lottano per il bronzo fino al 36esimo km nella nuova specialità sulla distanza di maratona. Molto bene la prima frazione del marciatore di Grumo Appula, tiene egregiamente la piazza terza l’altra. Saldi sul gradino olimpico meno importante (con la possibilità possa trasformarsi in argento per la doppia proposta di squalifica per la squadra ecuadoriana), è all’ultimo cambio, nella frazione conclusiva, che avviene la regressione del duo italiano. L’azzurra di Mottola ci prova a stringere i denti e compie un’eroica performance, resiliente nell’animo e guerriera nelle gambe. Tuttavia, non basta: scivola, giro dopo giro, fuori dalla zona medaglie e subisce il sorpasso delle avversarie. Chiuderà il circuito con il sesto tempo a 2h53’52”.
«Ho contratto il covid – dichiara Palmisano – e sono sempre stata monitorata. Sapevo di andare incontro a una mancanza di forze, ma mi sentivo meglio rispetto alla gara individuale. Ci siamo detti di dare il massimo, nella prima parte sono anche andata bene, poi nella seconda ho pagato il conto. Purtroppo, questa Olimpiade è così, ma so di aver dato tutto.»
«Nella prima frazione non ho provato fastidio alla caviglia che mi aveva creato problemi nella 20 chilometri – commenta Massimo Stano – ma avevo proprio paura e allora perdevo metri in curva, cercando di rientrare in rettilineo. Poi l’ho detto allo staff sanitario, mi hanno risposto di andare tranquillo e così ho fatto. È uscita anche una vescica sull’altro piede, ma ho spinto al massimo».
Il podio. Oro alla Spagna di Alvaro Martin e Maria Perez che prendono il largo nella parte finale e terminano con quasi un minuto di margine sulla coppia dell’Ecuador, restata in gara malgrado i due cartellini ricevuti. Dunque, argento per Daniel Pintado e Glenda Morejon, terza l’Australia di Rhydian Cowley e Jemima Montag.
Manca il bis, dopo l’oro di Tokyo, anche Vito Dell’Aquila. Il campione olimpico uscente supera il primo turno a Parigi 2024 nei -58kg del taekwondo e vola ai quarti di finale: al Grand Palais un match tiratissimo quello contro il kazako Samirkhon Ababakirov, sebbene l’azzurro riesca ad imporsi per 2-1, in rimonta, piazzando i colpi della vittoria negli ultimi secondi della terza e decisiva manche.
Nel turno successivo il teakwondoka messagnese affronta l’ungherese Omar Gergely Salim che supera in scioltezza (2-0). Spende comunque non poche energie e nella semifinale sembra aver perso la lucidità sopraffina che lo caratterizza: subisce gli attacchi dell’azero Gashim Magomedov, anche a causa di un infortunio muscolare (ha riportato una lesione al tendine degli adduttori della coscia sinistra) che non gli ha permesso di esprimersi al meglio. Quanto gli comporta il ritiro dalla competizione a cinque anelli che, di fatto, consegna il bronzo al francese Cyrian Ravet.
Il padrone di casa conquista, senza fatiche, la terza piazza a pari merito con il tunisino Mohamed Khalil Jendoubi, vittorioso nell’altra finale per il bronzo. Argento a Magomedov e oro al koreano Taejoon Park.




















