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Terra delle Gravine, un parco creato 20 anni fa, ma il Comitato di Gestione è al palo

“Sulla costituzione del Consorzio di Gestione del Parco naturale regionale Terra delle Gravine è necessario superare le criticità e i ritardi accumulati negli anni. Nello scorso bilancio di previsione ho presentato un emendamento per lo stanziamento di 100mila euro per accelerare questo processo, ma dopo gli iniziali passi avanti tutto si è fermato. Bisogna supportare i Comuni, assicurando una corretta gestione amministrativa e un’attenta attività di pianificazione, in modo da scongiurare l’ipotesi del Commissariamento, che certificherebbe il fallimento delle amministrazioni comunali”.

A settembre un tavolo tecnico

“Per questo, dopo essermi interfacciato con l’assessora Triggiani, ho inviato una nota all’assessorato regionale all’Ambiente per chiedere la convocazione di un tavolo tecnico alla presenza di tutti i soggetti interessati, tra cui Sindaci dei Comuni ricadenti nel perimetro del Parco, assessora regionale all’Ambiente, Dirigenti delle Sezioni regionali competenti. Tavolo che sarà convocato nella prima settimana di settembre, come mi è stato assicurato dal direttore del Dipartimento Garofoli. L’auspicio è che quella diventi la sede in cui dirimere le criticità relative alla perimetrazione del Parco e il luogo del confronto attraverso cui arrivare al Consorzio di Gestione”. Lo dichiara il capogruppo del M5S Marco Galante.

Il Parco naturale regionale “Terra delle Gravine” è stato istituito con la legge regionale 18/2005, che ne ha anche definito la perimetrazione. La norma aveva affidato la gestione del Parco all’Ente di gestione delle aree naturali protette della Provincia di Taranto ma, viste le criticità con legge regionale 52/2017, la gestione del Parco è stata affidata a un consorzio costituito dagli enti locali interessati.

Manca il Comitato di Gestione

“A distanza di anni – continua Galante – il Consorzio non è ancora stato istituito, nonostante le numerose sollecitazioni da parte dell’amministrazione regionale. Parliamo di un adempimento normativo che compete alla volontà degli enti locali interessati e su cui la Regione non può ulteriormente intervenire se non con il commissariamento ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale 18 del 2005. Il Parco Regionale ha bisogno di una perimetrazione certa per poter tutelare i territori sede di habitat di interesse comunitario, che ospitano specie animali e vegetali, individuate e tutelate dalle Direttive europee. Vogliamo assicurare la più ampia partecipazione nelle azioni da perseguire, coinvolgendo tutti i soggetti interessati. Dobbiamo valorizzare una risorsa in grado di offrire al territorio grandi opportunità sia dal punto di vista turistico che da quello commerciale e occupazionale”.

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Redazione
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