HomeCultura“Ho deciso di partire” il nuovo spot pugliese e una generazione di...

“Ho deciso di partire” il nuovo spot pugliese e una generazione di giovani in fuga

“Ho deciso di partire”, questo l’incipit dello spot che promuove la Puglia e l’accoglienza come bene immateriale, presentato qualche giorno fa presso il Teatro Kursaal Santa Lucia, a Bari. Una serie di immagini ripercorrono alcuni dei luoghi più iconici e caratteristici della nostra terra con un minimo comune denominatore: nonostante le avversità, c’è sempre una soluzione. C’è sempre un aiutante magico che malgrado le mille peripezie che si possono incontrare nel nostro cammino o sul nostro territorio, ci fa sentire a casa. Che sia una ruota forata tra le strade di campagna o una chiesa custodita da un concittadino sotto il caldo sole pugliese. “Mamma mia” e un bel sorriso a favore di selfie e tutto si risolve. Tutto o quasi.

“Ho deciso di partire” infatti sono anche le parole di una nuova generazione di cervelli in fuga che decide di andarsene da questa terra, l’accoglienza forse funziona nei confronti dei turisti e degli stranieri.  Ma non di chi è nato e ha studiato qui e cerca, tra mille avversità e senza aiutanti magici, di rimanerci in questa terra.

Secondo uno studio pubblicato quest’estate a cura di Fondazione Nord Est, le «nuove migrazioni» denotano ancora una volta una grande emorragia sul nostro territorio: giovani laureati, diplomati o che non hanno finito gli studi tra i 18 e i 34 anni, che decidono di lasciare le proprie radici e la propria terra per trasferirsi all’estero.

Il motivo? È presto detto: fuggono all’estero per un lavoro all’altezza delle loro aspettative. Qualifica professionale, ruolo e retribuzioni sono tra le principali motivazioni che spingono ad abbandonare la terra dell’accoglienza. Solo nel 2023 sono partiti più di 1800 giovani, dato a cui bisogna certamente aggiungere chi ha deciso di mantenere la residenza nel proprio paese almeno nei primi mesi. Di fatto, i numeri non possono che crescere. Le destinazioni prescelte? Principalmente nord Europa: Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera e Regno Unito alla ricerca di uno equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare.  Talenti che non riescono ad essere redistribuiti sul nostro territorio dove spesso l’offerta di lavoro incontra una domanda disorganizzata e a tratti precaria.  A nulla valgono allora gli appelli dei sindacati o le richieste di aiuto che arrivano dai tanti giovani NEET che decidono di abbandonare gli studi e di non cercare lavoro, disincantati dalle tante promesse non mantenute.Lo spot rivela che “ci si può sentire a casa anche quando si è lontani”. Questo è ancor più vero per chi il nostro paese lo lascia : nessuno meglio di un expat potrà spiegarvelo: chiedete a un expat di spiegarvi la sensazione di sentire la sua stessa lingua su un tram in terra straniera;

provate a chiedergli cosa prova quando in un supermercato non ricorda la pronuncia di un prodotto e dal nulla arrivi un connazionale che lo aiuta col sorriso spensierato di chi ci è passato tanti anni prima; provategli a chiedere cosa si prova ad acquistare pasta, olio, mozzarelle dal supermercato di fiducia che porta prodotti freschi dalla tua terra; provate a chiedere a tutti gli expat cosa signifchi “il pacco da giù”, loro ve lo diranno con una lacrima sul viso.

Il valore dell’accoglienza fa parte del nostro DNA è vero. La Puglia fa il giro del mondo è vero anche questo. Diventa famosa a New York, Londra, Parigi.  Si destagionalizza e attira turisti a ottobre come ad agosto eppure a mancare sembrano proprio essere i pugliesi. Come si farà a fare accoglienza “pugliese” se ad accoglierli non resterà più nessuno? Il primo bene immateriale da conservare con cura allora, sono proprio i pugliesi.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img