È di qualche giorno fa l’annuncio attraverso il suo canale Instagram della ripartenza del programma XXI secolo, quando il presente diventa futuro. Questa sarà la seconda stagione, torna infatti su Rai 1 in seconda serata a partire dall’11 novembre. Al centro del programma, le principali sfide dei nostri tempi per raccontare l’attualità con uno sguardo sul futuro dell’Italia e del Mondo. Ci saranno inoltre nuovi contenuti originali sulla piattaforma online di RaiPlay e tanti ospiti in studio, queste le prime parole del noto giornalista televisivo ai suoi followers. Giorgino, che ha festeggiato l’anno scorso 32 anni in Rai, ha inoltre annunciato la creazione del profilo social dedicato alla trasmissione, sul quale saranno pubblicati tutti i relativi aggiornamenti.
Nei suoi ultimi reel, il giornalista, andriese di origini, ha confermato quanto sia importante, nel suo doppio ruolo di giornalista e professore universitario, la trasmissione di informazioni e della propria conoscenza anche attraverso la rappresentazione della realtà. “Voglio raccontare agli altri le mie emozioni, le mie sensazioni, i miei pensieri”. Tra i temi affrontati nella scorsa stagione, il mondo dell’università, le proteste degli agricoltori, il settore della cultura, i trasporti, la psicologia umana, il rapporto con gli animali, i disturbi alimentari e tanti altri temi di strettissima attualità.
Sicuramente anche in questa stagione non mancheranno i temi di cui occuparsi a partire dalle elezioni americane, la situazione in Medio Oriente, gli incidenti stradali e sul lavoro, il cyberbullismo, i giovani e il rapporto sempre più simbiotico con i social e sempre più distante dalle famiglie e dalla realtà, i numerosi ed efferati omicidi che colpiscono sempre più giovani.
Ed è proprio sul mondo dei giovani che si sofferma il noto anchorman del TG 1. Ricordando l’omicidio del povero Manuel avvenuto pochi giorni, Giorgino rievoca Leibniz osservando come la società sia in continuo cambiamento e come si delineino risvolti sociologici davvero allarmanti. Colpisce infatti l’assuefazione da parte della società agli avvenimenti che ci vengono riproposti quotidianamente e che sembra non ci tocchino più emotivamente. Sembra quasi che la vita non valga più niente, che sia normale uccidere per delle cuffiette, entrare armati in un locale compromettendo sé stessi per sempre. Agire senza rendersi conto di ciò che si è appena fatto significa per Giorgino agire senza coscienza. Spaventa quanto sia diventato cogente la distruzione dell’altrui persona.
“Che società è una società in cui convivono monadi senza finestra?” si chiede ancora Giorgino. Una società, afferma, in cui la solitudine non è condizione eccezionale ma diventa la regola.
E come cambia la società sarà certamente oggetto di attenzione nel corso di questa nuova stagione del programma. Una stagione quella attuale in cui la società cambia e in cui, come affermato dal Professore della Luiss, prevale sempre più l’individuo sulla persona. E in cui i nuovi muri da abbattere non sono più quelli fisici come ai tempi del Muro di Berlino, bensì i muri della solitudine e dell’individualismo.











