Non si spengono le polemiche dell’opposizione di centrodestra alla Regione Puglia dopo il rimpasto di Giunta che ha visto entrare nel ruolo di Assessore al Bilancio Fabiano Amati, anche senza averlo concordato con Azione (come hanno riferito i suoi colleghi del gruppo consiliare) e con Raffaele Piemontese “dirottato” alla Sanità.
“Una politica senz’anima, priva di una visione che non sia quella di puntare alla poltrona di assessore; questo è il risultato di lunghi mesi trascorsi all’opposizione dell’ormai ex consigliere ed oggi assessore al bilancio, Fabiano Amati. I pugliesi sappiano che più volte Amati ha accusato il suo presidente Michele Emiliano di strumentalizzare le istituzioni ma ora legittima questi comportamenti, rimangiandosi quelle accuse, con la sua partecipazione in giunta”. Con queste parole, il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Giacomo Conserva, stigmatizza l’accettazione da parte del consigliere Fabiano Amati per l’incarico di assessore al bilancio.
“E’ finalmente caduta la maschera politica, Amati ha per lungo tempo costruito una sua immagine di oppositore non perché depositario di convinzioni politiche salde e radicate ma per usare tutto questo ad usum delphini”.
Conserva prosegue: “è un tradimento politico nei confronti degli elettori ai quali giunge il messaggio devastante che la politica è mera ricerca del potere fine a sé stesso, che le logiche trasformistiche e del mercanteggiamento premiano e che i principi e le accuse possono essere sacrificati al primo segnale di potere e visibilità”.
Il capogruppo leghista così conclude: “dove sono finite le critiche alla gestione politica della Regione, tante volte declamate in consiglio regionale? Amati dimostra che il trasformismo non è solo una caratteristica da attribuire ad altri ma un vizio in cui eccellere, incarnando appieno la figura di chi combatte con veemenza un sistema fino al giorno in cui riceve un invito a farne parte”.











