Dalla Puglia a Valencia per le vacanze: “Arrivati il giorno che ebbe iniziò tutto”

Una coppia normalissima, Rosa e Claudio, che di tanto in tanto si regalano una finestra di svago, alcuni giorni di stop durante l’anno per sopperire lo stress del lavoro e per staccare dalla routine quotidiana. Una storia comune se non fosse per la meta prescelta, Valencia, e il periodo di soggiorno quello che ha segnato il territorio spagnolo dalla violenta inondazione.

«Abbiamo appreso quanto stava accadendo intorno quando, tornati in albergo, abbiamo accesso la TV e abbiamo visto che a pochissimi chilometri dal centro si stava abbattendo una terribile alluvione

I coniugi, di Bari, atterranno nel capoluogo della Comunità Valenciana a mezzogiorno del 29 ottobre. Una condizione regolare tra le vie della terreta, il centro animato dalla gente che mangia fuori dai locali. E un fortissimo vento.

Nel pomeriggio la scioccante scoperta. La notizia sconvolge la coppia pugliese, il maltempo prende forza, informazioni e immagini sconcertanti sconfinano la Spagna. Ogni mezz’ora circa, anche meno, sul cellulare arrivano degli allert dalla Protezione Civile che redarguiscono la popolazione e scoraggia gli spostamenti.

La Televisión Española diffonde video, fiumi di acqua e fango che attraversano la città, macchine incastrate sotto i ponti, impilate una sull’altra, la metro impraticabile con il livello dell’acqua fino alla strada, migliaia di persone disperse e alcune decedute. In atto un disastro ambientale che si sta ripercuotendo su centri abitati e sulla gente.

«Abbiamo visto volontari mobilitarsi, ragazzi giovanissimi armati di pale e scope, completamente infangati, recarsi nei luoghi colpiti per offrire soccorso, recuperare il recuperabile – racconta Rosa -, soprattutto per cercare persone ancora vive sepolte con le loro auto nella fanghiglia.»

Claudio e sua moglie sono scossi per la forza della natura. La catastrofe abbatte il versante sud-ovest della città, “risparmia” l’area nord e il centro dove la coppia soggiorna. Apprensione e inquietudine che il cataclisma possa estendersi anche verso loro esiste. È reale. Tocca avvisare familiari e amici: rassicurarli della loro condizione fisica, tranquillizzarli che stanno bene.

«Il 2 novembre, giorno in cui abbiamo preso l’aereo per ritornare a Bari, ci siamo accorti di quanto era realmente accaduto: ancora c’erano macerie per strada, macchine abbandonate, edifici completamente marroni perché da lì era passato il fiume d’acqua – completa il racconto la donna -. Non è stata una vacanza fatta con lo spirito leggero che dovrebbe contraddistinguere una vacanza. Abbiamo vissuto un alone di preoccupazione, di ansia, a tratti anche di incredulità quando abbiamo visto alcune immagini: preferiamo conservare i ricordi positivi

Nella fortuna della disavventura la coppia ha trascorso il soggiorno senza che l’alluvione riportasse loro gravi ripercussioni, una vacanza certo “diversa” che resterà nella memoria di Rosa e Claudio per via di quanto successo dietro l’angolo di Valencia.

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