In New York (ayy, ah-ha) (uh, yeah)Concrete jungle (yeah) where dreams are made ofThere’s nothin’ you can’t do (yeah) (okay)Now you’re in New York (ah-ha, ah-ha, ah-ha) (uh, yeah)
Questo l’intro di una nota canzone cha accompagna spesso stories e reel nella Grande Mela. Cosa c’entra con la Puglia? È notizia di poche ore fa che Bari e New York saranno ufficialmente collegate in maniera diretta. Niente più scali. Niente più passaggi da Roma o Milano, niente più bagagli persi per strada. La notizia ha fatto subito il giro del web, tra assessori e politici che, in pompa magna, annunciavano il lieto evento. Ecco allora che a partire dal 3 giugno 2025, Neos arricchirà la propria offerta di voli internazionali con una nuova rotta diretta che collegherà l’aeroporto Karol Wojtyla di Bari-Palese all’aeroporto di New York, il JFK.
Il volo sarà attivo fino al 15 ottobre 2025 e opererà una volta la settimana con un Boeing 787-9 Dreamliner configurato con due classi di servizio (Premium ed Economy) e dotato di un totale di 355 posti. L’aereo partirà da New York ogni martedì alle ore 16:00 (ora locale) e atterrerà a Bari il mercoledì alle ore 8:00, da dove ripartirà lo stesso giorno alle 11:30, con arrivo a New York alle 13:50. L’occasione è ghiotta, soprattutto per i newyorkesi diciamolo francamente. La Puglia è stata più volte alla ribalta in questo 2024 per numerosi eventi che ne hanno fatto il centro del mondo.
Tutti ricorderemo che il G7 dei grandi della Terra si è tenuto qui, che la notte della Taranta coinvolge ormai cittadini stranieri da ogni dove, così come molti ricorderanno le numerose sfilate tenute da noti brand e case di alta moda. E i matrimoni? Sempre più VIP scelgono le nostre terre e masserie per eventi e cerimonie di alto livello. Le nostre luminarie illuminano diversi eventi in tutto il mondo e le location di molti ciak di serie tv e film vedono sempre più spesso la Puglia protagonista. Non ultimo, la Premier Meloni ha deciso di trascorrere qui le sue vacanze. Insomma, tutti sono innamorati della nostra terra, del nostro mare e delle opportunità inespresse che essa offre. In molte città si sviluppano nuove attività di intrattenimento turistico sportivo e culturale. Il Gargano, il nostro Castel del Monte, i meravigliosi Trulli di Alberobello e la valle d’Itria, le coste frastagliate di Polignano, i nostri vini, oli e latticini sono ormai esportati in mezzo mondo. Non è un caso se buyers e influencers di tutto il mondo vengono chiamati a raccolta e rimangono estasiati dalla nostra accoglienza. Sicuramente fin quando il brand Puglia riuscirà a mantenere viva e salda la sua identità culturale l’inversione di tendenza o deriva che dir si voglia non ci sarà, ma occorrerà fare attenzione.
Sono molte le città “gemelle” in giro per l’Europa e per il Mondo che non sono riuscite a farcela e nelle quali, al di là di alcune foto di rito nei luoghi di culto, si è persa completamente la magia del luogo. È un film già visto, le strutture locali sono sovraccaricate, il che conduce spesso a traffico intenso, carenza di parcheggio e riduzione della qualità della vita per i residenti. Si aggiunga a ciò un aumento del costo della vita, ne è un esempio Bari, città nella quale si aprono sempre più strutture extra-alberghiere per accogliere turisti ma, allo stesso tempo il diritto allo studio diventa una chimera: molti studenti e specializzandi confermano su vari gruppi sui social la loro oggettiva difficoltà nel reperire case o appartamenti liberi ad un costo dignitoso. Insomma, con l’aumento dei prezzi di beni e servizi si acuiscono le diseguaglianze sociali, alcuni settori potrebbero diventare trainanti come quelli dell’horeca (hotel ristoranti caffe) a discapito dei settori classici del nostro territorio come ad esempio quello dell’agricoltura e dell’artigianato. Ma potremmo anche doverci abituare, in alcuni casi avviene già, ad offerte che si basano sempre più sulla nuova domanda dei forestieri, si pensi alle uova a colazione o al cappuccino con la pizza, per estremizzare un po’. Sicuramente non tutto il male vien per nuocere ma è indubbio che l’ingresso degli yankees sul nostro territorio potrebbe avere lo stesso effetto del loro ingresso nel mondo del calcio e in molte società: partite ogni giorno e ad ogni ora, sempre più prive di sentimento, non più solo la domenica, disaffezionando i tifosi ai colori e alle bandiere.
Tutto è spettacolo di puro intrattenimento senz’anima. È questo quello che vogliamo dalla nostra Terra? Un territorio dipendente da un unico settore in cui la “toccata e fuga mordi e fuggi” diventi la regola? Abbiamo bisogno del turismo questo è chiaro, ma si badi a non farla diventare nostra unica arma e forza altrimenti ne diventeremmo tutti troppo dipendenti rischiando di danneggiare chi in questa terra ci vive 365 giorni l’anno, vedi ad esempio con prezzi spropositati per i lidi estivi, o peggio troppo vulnerabile alle fluttuazioni del mercato, vedi ad esempio improvvisi stop causati da nuove ondate pandemiche.
Cosa fare allora? Certamente le comunità locali e le pro loco possono fare molto per tenere unite genti e tradizioni. Investire nel territorio e sul territorio puntando su un turismo sostenibile e regolamentato: la diversificazione, come punto di partenza, non solo dei settori d’investimento ma anche dei periodi d’arrivo per evitare scene di ressa in spiaggia o tra le vie delle nostre città. Proporre un turismo che affianchi le nostre peculiarità, un turismo esperienziale come avviene già in numerosi luoghi. Un turismo lento per scelta, di ampio respiro e di lungo raggio. Un turismo che guardi al futuro difendendo le tradizioni del passato. Un turismo che passi per le persone e le loro storie anziché attraverso le key-box appese alle mura delle nostre case. Insomma, un turismo di ampie vedute per far sì che la Puglia non si trasformi, come altre realtà, in un grande palcoscenico privo d’ogni forma d’amore. Altrimenti avremo città invisibili e duplicate in cui omologazione e profitto renderanno la Puglia una delle tante mete turistiche da copertina, dove povertà e alienazione si nasconderanno dietro selfie ingannevoli e disillusi e slogan privi di poesia.











