Ancora una volta, la seconda negli ultimi sei mesi, minacce anonime sono state recapitate al parlamentare pugliese del Partito Democratico Claudio Stefanazzi. Nel giorno della vigilia di Natale, infatti, una lettera con minacce è stata lasciata nella cassetta delle poste della sua abitazione, alla periferia del capoluogo salentino.
“Nella giornata del 24 – denuncia Stefanazzi – ho ricevuto presso la mia abitazione una nuova lettera dal contenuto minatorio e diffamatorio, nella quale si fa riferimento anche ai fatti, gravissimi, occorsi a Melissano che hanno visto protagonista il sindaco Conte e per i quali ho presentato una interrogazione parlamentare. Ho presentato denuncia e, come sempre, confidando nelle autorità, continuerò a svolgere la mia attività”.
Le indagini per risalire agli autori della lettera minatoria sono state affidate alla Digos di Lecce.
Solidarietà bipartisan è arrivata a Stefanazzi.
“Ancora una volta dobbiamo esprimere solidarietà di tutto il Partito Democratico della Puglia al nostro deputato Claudio Stefanazzi per l’ulteriore lettera di minacce ricevuta alla sua abitazione: un atto vile e inaccettabile, che condanniamo con fermezza” dichiara in una nota il segretario del Pd Puglia Domenico De Santis.
“Questi gesti non sono semplici episodi isolati, ma violenze – prosegue De Santis – a persone che con determinazione portano avanti un impegno istituzionale serio e coraggioso, anche attraverso azioni come l’interrogazione parlamentare di Claudio sui gravi fatti accaduti a Melissano. Siamo di fronte – conclude il segretario del Pd Puglia – ad un brutto clima che si respira nel territorio e davanti al quale tutte le forze politiche e le istituzioni dovrebbero prendere le distanze. Non arretreremo di un centimetro di fronte a chi tenta di intimidirci”.
“Le nuove minacce al collega del Pd Claudio Stefanazzi assumono oggi il significato di un reiterato avvertimento” sottolinea il parlamentare barese della Lega Davide Bellomo.
“Di fronte a episodi di tale gravità, che fanno riferimento a fatti specifici, sarebbe un errore minimizzare. Occorre, al contrario, fare chiarezza su quanto sta accadendo con preoccupante frequenza, specie dopo l’atto di sindacato ispettivo del collega che viene citato nella lettera intimidatoria. A Claudio Stefanazzi va la mia personale solidarietà, convinto come sono della necessità per le forze politiche di fare fronte comune in presenza di atti che hanno una chiara matrice mafiosa. Ci sono momenti nei quali l’appartenenza è una sola: quella del contrasto alle organizzazioni criminali che pretendono di imporre con la violenza le regole del disonore”.











