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A Bari va in scena Molière!

Sí, figlio mio, parlate; trattemi da perfido, da infame e sciagurato, e da assassino e ladro; Fate ressa di epiteti piú maledetti ancora; io non vi dico: no; io li merito tutti; E voglio inginocchiarmi a soffrire ignominia Come un’onta dovuta a una vita perduta. A distanza di più di tre secoli, questa commedia mantiene tutta la sua attualità. Il Tartufo di Molière andrà in scena a Bari nelle prossime settimane: la prima data, quella del 23 gennaio, è già sold out. Restano disponibili gli ultimi posti per il 24, 30 e 31 gennaio. La pièce andrà in scena alle ore 20:30 a Bari presso il Granteatrino Casa di Pulcinella, Arena della Vittoria 4/a.  La regia e le scene saranno curate da Gianfranco Groccia, l’adattamento rispetto all’opera è a cura di Teodosio Saluzzi. La compagnia teatrale, l’Occhio del Ciclone, porta ancora una volta in scena un’opera del commediografo Molière dopo aver accompagnato la produzione de Il Malato Immaginario (2015) e dell’Avaro (2021).

Con Tartufo…ovvero L’impostore si compie e realizza una interessante Trilogia che nel suo insieme sviluppa una forte connessione tematico-stilistica fra le opere, ciascuna delle quali pur caratterizzata e allestita nella sua totale autonomia. Tartufo…ovvero L’impostore (1739) è la satira più feroce che sia mai stata scritta contro l’ipocrisia. La commedia pone brillantemente in risalto da un lato la manipolabilità di una società basata sulle apparenze che si definisce come perbene e dall’altro l’abilità e la versatilità senza scrupoli di personaggi bugiardi, falsi, opportunisti, truffatori e spregiudicati di vario genere pronti a tutto. L’Autore, attraverso il protagonista, intese colpire il moralismo fanatico e l’ipocrisia ostentati da molti personaggi influenti a corte, coinvolgendo anche le pratiche religiose ed i fedeli. Protagonista della trama è Tartufo, un personaggio subdolo, apparentemente bigotto, portatore di una religiosità fatta di apparenza e di finto sacrificio, un personaggio multiforme nella sua scaltrezza, una specie di guru-santone, di maliardo affabulatore-simulatore. Insomma un fariseo che riesce agevolmente a lavare-plasmare il cervello del capofamiglia Orgone e quello di sua madre, la signora Pernella e a far sì che essi lo riveriscano, riservandogli onore e rispetto e lo difendano a spada tratta dalle accuse esplicite degli altri componenti della famiglia e dei collaboratori domestici. Un personaggio viscido, strisciante, Tartufo, simile ad un serpente, che peraltro non esita a sedurre la moglie del padrone di casa che, cristianamente, lo ospita gratis et amore Dei in casa sua e che gli vorrebbe persino dare in sposa sua figlia. Una satira arguta e tagliente che la regia accorta dello spettacolo trasferisce ai giorni nostri con una scenografia tanto essenziale quanto accattivante che simboleggia attraverso la presenza pittorica di rose e spine, la bellezza della natura, la gioia, il piacere del dono e in pari tempo la protervia, il dolore e la caducità della nostra esistenza. L’intera vicenda incarnata da personaggi rigorosi e ben caratterizzati, è condotta con ironia, sarcasmo, sorretta da pantomime, musiche, coup de théâtre. Lo spettacolo Tartufo o L’impostore, in definitiva, è un grande specchio birichino che riflette la nostra liquida umanità, diverte, ferisce e parla al pubblico di ogni tempo.

Chi è dunque Tartufo, un eroe o un impostore? E qual è il fine delle sue azioni? Si tratta di un mero arrampicatore sociale capace di mettere a nudo vizi e difetti della società o in fondo rappresenta l’intera società? È tutta finzione o esiste una luce alla fine del tunnel di bugie e menzogne che circondano la nostra realtà? All’attento spettatore l’ardua sentenza!
Lasciamo i recapiti per informazioni e prenotazioni: 3756705656 (Teatro) e  3397403816 (Compagnia teatrale).

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