La notizia si è diffusa soltanto questa mattina, ma l’aggressione si è verificata nella notte tra venerdì e sabato scorsi all’interno dell’ospedale Moscati di Taranto. Ancora una volta il personale sanitario al lavoro nelle strutture ospedaliere prese di mira e malmenate.
Questa volta in Puglia, dove un paziente ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria, in stato di alterazione psico-fisica, ha colpito con calci e pugni tre infermiere.
Una delle tre infermiere è riuscita ad allertare una dottoressa in servizio al reparto di Psichiatria che, una volta giunta in reparto, ha sedato il paziente. Le infermiere hanno ripreso a lavorare e a fine turno si sono recate al punto di primo intervento dello stesso nosocomio per farsi medicare. Per loro una prognosi di tre giorni. L’episodio è stato denunciato dalla Fp CGIL.
Sulla vicenda interviene, con una nota Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. “L’aggressione delle tre infermiere da parte di un paziente ricoverato all’ospedale Moscati di Taranto, alle quali va tutta la mia solidarietà, merita qualche approfondimento che va oltre la denuncia politica per l’ennesima aggressione contro gli operatori sanitari. Il sindacato Fp Cgil di Taranto in una nota sostiene che le tre infermiere erano da sole, nella notte fra venerdì 17 e sabato 18 gennaio scorsi, nel reparto di Otorinolaringoiatria, dove non vi erano medici, ma neppure operatori socio-sanitari e ausiliari. Se le parole hanno un senso, quelle del sindacato sono gravissime: un intero reparto sguarnito di assistenza medica e socio-sanitari. Al di là dell’aggressione, che va condannata senza se e senza ma, cosa sarebbe accaduto se ci fosse stata un’emergenza, se un paziente ricoverato si fosse sentito male?”
“Già questa mattina mi attiverò con la Direzione della Asl Ta per verificare l’episodio e per capire quali provvedimenti si intendono adottare”.
“Si continua – sottolineano in una notail segretario generale Mimmo Sardelli e del segretario provinciale Cristina Famà della FP Cgil Taranto – infatti, a parlare insistentemente del fenomeno delle aggressioni, sempre più dilagante, come un fenomeno inaccettabile ma è del tutto evidente che le attuali misure quali l’inasprimento della pena e le linee guida ministeriali e regionali non sono servite a nulla. Ci troviamo ancora una volta ad essere inondati da parole di sconforto, di indignazione, di solidarietà… ma ancora poco si fa concretamente per proteggere il personale sanitario. È evidente, inoltre, che la ASL Taranto non abbia ancora proceduto ad una capillare informazione e formazione a tutto il personale sia per la eventuale prevenzione che per la gestione degli episodi di aggressione. Siamo consapevoli della complessità del problema ma non possiamo più stare fermi a guardare. Prendiamoci cura di chi ci cura”.











