“Questo concorso non s’ha da fare”, così scriverebbe Alessandro Manzoni se fosse ancora tra noi. Ma cosa è successo? Vediamolo nel dettaglio. Nel mese di settembre 2024, viene pubblicato un bando da parte dell’Ateneo di Bari, e fin qui non v’è nulla di strano. Il bando prevede l’assunzione di un comunicatore che si occuperà in quanto Esperto in comunicazione, “della promozione dell’immagine per le esigenze dell’Amministrazione Centrale dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro”. Così recita il bando.
Sono previsti, come sempre in questi casi, una serie di requisiti quali l’idoneità fisica, il possesso di un titolo di studi, la posizione regolare nei riguardi degli obblighi militari. Anche qui nulla di nuovo. Quello che certamente colpisce è il fatto che il bando, che prevede una sola posizione disponibile, sia stato riservato alle forze armate. Una sola posizione e pure riservata? Sì, questo in effetti è quello che prevede il decreto legislativo del 15 marzo 2010, n. 66. In particolare l’art.1014 prevede che la riserva dei posti si applichi a tutti i bandi di concorso e provvedimenti che prevedono assunzioni di personale non dirigente. Tali atti devono recare l’attestazione dei predetti posti riservati agli aventi diritto; inoltre è previsto che le pubbliche amministrazioni trasmettano al Ministero della Difesa copia dei bandi di concorso. In più, la norma individua, quali beneficiari della riserva in questione, tutti i volontari in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta, e cioè: a) VFP1 volontari in ferma prefissata di 1 anno; b) VFP4 volontari in ferma prefissata di 4 anni; c) VFB volontari in ferma breve triennale; d) Ufficiali di complemento in ferma biennale o in ferma prefissata (art. 678, comma 9).
Certo non sfuggirà, ai più curiosi che i posti riservati, solitamente prevedono una certa percentuale destinata alle forze armate. Nel dettaglio:
a) il 30 per cento dei posti nei concorsi per l’assunzione di personale non dirigente nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni nonché nelle aziende speciali e nelle istituzioni di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; b) il 20 per cento dei posti nei concorsi per l’accesso alle carriere iniziali dei corpi di polizia municipale e provinciale; c) il 50 per cento dei posti nei concorsi per le assunzioni di personale civile, non dirigenziale, del Ministero della difesa
Le amministrazioni tenute all’applicazione della riserva sono quelle individuate al comma 1 del cit.art.1014 COM ovverosia tutte le pubbliche amministrazioni individuate dall’art.1 co.2 d.lgs.165/2001, tra le quali ci sono anche le istituzioni universitarie.
Per intenderci se i posti sono 2 e il concorso fosse per assunzioni nel Ministero della Difesa, come previsto dalla lettera c) si dovrebbe prevedere 1 posto riservato. Nel caso del concorso in oggetto si sarebbe dovuto riservare un 30 per cento dei posti in favore delle forze armate. Ma essendo un solo posto..
Ora, se si sceglie di servire il proprio paese e di intraprendere addestramenti, prove di efficienza fisica e missioni sul territorio italiano e all’estero, appare quantomeno paradossale che poi si preferisca una carriera di comunicatore. Ma tant’è, questo prevede la legge. A questa serie di “stranezze” si potrebbe aggiungere il fatto che il bando sia stato lanciato ormai 5 mesi fa, che i candidati, da quanto si apprende dal sito ufficiale di Uniba siano soltanto ottanta, un numero gestibile anche nell’organizzazione di una fase preselettiva, e che il diario di concorso non sia stato ancora pubblicato. Anche in questo caso, non ci saremmo accorti di questa singolarità se non ci fossero stati una serie di rinvii che si susseguono dal 26 novembre ad oggi. Insomma qualche dubbio è corretto porselo. A maggior ragione se l’articolo 8 del bando prevedeva “qualora il numero dei candidati sia tale da pregiudicare il rapido svolgimento della procedura concorsuale, l’Amministrazione si riserva la facoltà di effettuare una prova preselettiva di accesso alla prova scritta, anche in modalità telematica, consistente in una serie di test a risposta multipla che avranno ad oggetto gli argomenti delle prove d’esame”. Insomma, il rapido svolgimento tale da prevedere addirittura una prova preselettiva in modalità telematica è molto singolare. Ma sicuramente anche a questo dubbio, vi sarà una giusta spiegazione. Ad oggi, l’ultimo aggiornamento, il sesto finora, recita così “Il diario d’esame di questo concorso, o un ulteriore rinvio, sarà pubblicato il giorno 10 febbraio 2025.” Prossimo appuntamento allora al 10 febbraio, quando forse verranno pubblicate le tanto attese date. Intanto proveremo a chiedere notizie più dettagliate all’Università.











