Si allarga l’inchiesta che nello scorso mese di novembre ha portato all’arresto di alcuni dirigenti della Asl di Bari e di imprenditori per una serie di appalti che sarebbero stati in qualche modo pilotati e per una serie di atti di corruzione.
Le accuse ipotizzate a vario titolo e che coinvolgono alcuni funzionari pubblici ed esponenti politici dell’area metropolitana barese riguarderebbero i reati di turbativa d’asta, corruzione aggravata e falso. Insieme a Donato Mottola ed un altro imprenditore Francesco Girardi, già coinvolto nel filone Protezione civile (che ha coinvolto anche l’ex capo regionale Mario Lerario), nella giornata di ieri è stata notificata una richiesta di proroga delle indagini anche ai dirigenti della Asl Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis (già arrestati per alcuni giorni nello scorso mese di novembre ed attualmente ai domiciliari).
Indagini sono in corso anche a carico del sindaco e del dirigente comunale dei lavori pubblici di Gioia del Colle, rispettivamente Giovanni Mastrangelo e Antonino Del Vecchio, insieme al dirigente della Viabilità della Provincia Bat, Lorenzo Fruscio, e un ex dirigente del Comune di Bitetto attualmente presso il Comune di Bari, Raffaele Amato.
Si tratta, appunto, di ipotesi che dovranno essere vagliate e riscontrate dagli inquirenti.
L’inchiesta ha preso il via da una gara di appalto per la riqualificazione della sede del servizio di neuropsichiatria infantile della Asl di Bari a cui Donato Mottola, imprenditore di Noci, avrebbe presentato, secondo l’ipotesi accusatoria, un’offerta solo per simulare un confronto concorrenziale in una procedura che, a priori, si sapeva sarebbe stata vinta da Girardi. La stessa modalità che sarebbe stata utilizzata anche per l’asta per le strutture modulari da adibire ad aule scolastiche, indetta dal Comune di Gioia, e quella per la realizzazione della scuola primaria del Comune di Bitritto.











