La Porsche ha fatto un passo indietro e fermato il controverso progetto di rinnovamento e ampliamento del suo centro prove di Nardò. La decisione è stata comunicata dalla casa tedesca ed è legata, ufficialmente, a motivazioni prettamente economiche e non alle polemiche sui lavori di ammodernamento del polo, realizzato nell’ormai lontano 1975 dalla Fiat.
”Per ampliare la propria gamma di servizi, Porsche aveva recentemente presentato un piano di sviluppo” per il Nardò Technical Center, spiega la Casa. “Ora l’azienda ha deciso di non procedere con il piano di sviluppo”. Porsche ha ricordato che lo scorso marzo la Regione Puglia aveva deciso “di sospendere l’accordo di programma per l’approvazione del piano di sviluppo” fino alla fine del mese corrente: ”L’attuale decisione di Porsche è il risultato di una riflessione completa e di intense discussioni con vari stakeholder negli ultimi mesi sulle prospettive sociali, ambientali ed economiche. In particolare, l’attuale contesto difficile e le mutate circostanze per l’industria automobilistica a livello globale hanno svolto un ruolo significativo in questa decisione”.
Insomma, mercati globali difficili ed ostacoli burocratici che hanno di fatto stravolto quello che era il progetto di investimento della Porsche in Puglia. Ma anche, secondo Fratelli d’Italia di Nardò, impostazione ripresa anche dal Consigliere regionale Paolo Pagliaro, a causa del “metodo-Emiliano” ripreso a livello locale.
“Oggi e soltanto oggi – scrivono i due esponenti locali di FdI Tarantino e Gatto – Giuri accenna agli interessi di agricoltori e proprietari terrieri ma quando in Consiglio Comunale votava a favore di quello scellerato accordo di programma, degli agricoltori e dei proprietari terrieri, peraltro suoi colleghi, se ne infischiava”.
“Non siamo mai stati contrari agli intenti di ampliamento della Porsche ed anzi ne abbiamo sempre riconosciuto l’importanza. Abbiamo invece stigmatizzato i metodi. Non si sottoscrivono accordi alle spalle di intere famiglie in pieno agosto, quando le persone sono in vacanza o oberate di lavoro”.
“Le aziende che rischiavano di perdere i requisiti per i riconoscimenti comunitari a causa degli espropri avrebbero meritato maggiore coinvolgimento ed invece erano totalmente ignare di quanto stava accadendo alle loro spalle in Regione tra Emiliano e Sodero e si sarebbero ritrovate al lastrico dalla sera alla mattina come un fulmine a ciel sereno se noi di Fratelli d’Italia non avessimo reso di dominio pubblico questa congiura”.
Così Pagliaro: “In linea con Fratelli d’Italia Nardò, pur essendo favorevoli al progetto di ampliamento del Centro Tecnico Porsche a Nardò, contestiamo il metodo Emiliano che ha fatto naufragare l’intervento. Già ad agosto 2023, con un’interrogazione urgente, avevamo contestato la forzatura della pubblica utilità sostenuta dalla Regione Puglia per giustificare l’esproprio dei terreni interessati dal progetto di ampliamento. Un espediente che ha calpestato i diritti dei proprietari con gli espropri, mentre si sarebbe dovuto procedere con trattative private. A causa del pasticcio che ne è scaturito, il gruppo Porsche ha fatto retromarcia privando il territorio salentino di un’opportunità di sviluppo, e di questo è responsabile la Regione”.











