[n.d.r.] Nel giorno dell’entrata effettiva dei primi dazi da parte degli Stati Uniti riceviamo e pubblichiamo in intervento del coordinatore del Movimento Politico Puglia Favorevole che indica strategie e possibili metodi di approccio alla problematica in corso. Ecco le parole di Gigi Leonetti.
Il presidente Donald Trump il 2 aprile, dal Giardino della Casa Bianca, ha sferrato il suo attacco al mondo, annunciando i «dazi reciproci» che gli Stati Uniti introdurranno nei confronti di tutti i Paesi della terra. Lo ha fatto con i suoi consueti toni minacciosi ed arroganti davanti alla stampa di tutto il mondo, illustrando le cifre abbinate a ogni singolo Paese attraverso una tabella con l’elenco delle nazioni «colpite» dai provvedimenti e le relative tariffe. Le tariffe saranno effettive ed operative tra il 5 e il 9 aprile, in una sorta di calendario scaglionato. Oggi, sabato 5 aprile, alle 6, ora italiana, entreranno in vigore i dazi del 10%; mentre mercoledì 9 aprile, alla stessa ora, quelli di oltre il 10% imposti sui beni importati negli Stati Uniti da Paesi come Cina e Unione Europea.
Il pericolo dei dazi americani per l’Italia rappresenta una preoccupazione per il settore economico italiano, soprattutto per quanto riguarda il commercio con gli Stati Uniti, uno dei principali partner commerciali dell’Italia. Il loro aumento ha effetti negativi significativi sull’export italiano.
I settori italiani più colpiti dai dazi americani sarebbero quelli in cui l’export verso gli Stati Uniti è molto presente e significativo. Ecco alcuni dei settori che, secondo me, potrebbero subire le maggiori perdite.
Le Automobili. L’Italia è uno dei principali produttori di automobili, con marchi noti come Fiat, Ferrari, Lamborghini, e Maserati. L’ Agroalimentare: Prodotti alimentari italiani come formaggi, vini, oli d’oliva, e pasta sono molto richiesti negli Stati Uniti. La Moda e il lusso. L’Italia è uno dei leader mondiali nel settore della moda, con marchi come Gucci, Prada e Versace. Per finire tutta l’industria Meccanica e la produzione di macchinari.
Quali sono le conseguenze per l’Italia e la nostra economia? Quali sono gli effetti negativi che ci potrebbero essere con i dazi americani?
Secondo il mio parere, gli effetti di un aumento dei dazi americani potrebbero essere gravi per l’economia italiana, soprattutto per le piccole e medie imprese che dipendono dal mercato statunitense. Alcuni dei rischi e delle conseguenze includono la “perdita di competitività”. I produttori italiani potrebbero vedersi costretti ad aumentare i prezzi per compensare e coprire i costi aggiuntivi imposti dai dazi, rendendo i loro prodotti meno competitivi sul mercato statunitense. Ci potrebbe essere la “riduzione delle esportazioni” con una forte diminuzione delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti. Questo problema potrebbe danneggiare settori chiave come l’industria automobilistica e quella alimentare. Sicuramente si creerebbero “effetti sull’occupazione”, specialmente nei settori come l’agroalimentare e la moda. Questi settori sono importanti per l’occupazione in Italia. La “perdita di mercati” potrebbe tradursi in una “diminuzione della domanda e quindi diminuzione di posti di lavoro”.
Infine, tutto questo, creerebbe una forte tensione politica e diplomatica tra Italia, Unione Europea e gli Stati Uniti con conseguenze negative sull’economia globale.
Quali sono le possibili soluzioni da attuare velocemente per contrastare i dazi americani?
Ci sono diverse strategie che l’Italia potrebbe adottare per contrastare l’effetto dei dazi?
Certamente sì. Ci sono strategie. Secondo una analisi approfondita fatta dal nostro Movimento Puglia Favorevole, una di queste strategie potrebbe essere la “Diversificazione dei mercati”.
In poche parole, l’Italia potrebbe cercare di diversificare le sue esportazioni verso altri mercati, come i paesi dell’Asia, del Medio Oriente e delle regioni emergenti, per ridurre la dipendenza dal mercato statunitense. L’Italia dovrebbe, secondo noi, creare nuovi accordi commerciali internazionali. L’Italia, come parte dell’Unione Europea, potrebbe lavorare per negoziare accordi commerciali con gli Stati Uniti per ridurre o eliminare totalmente i dazi su specifici settori. Dovrebbe fare velocemente nuovi Investimenti nella qualità e nell’innovazione, concentrandosi ulteriormente sull’innovazione tecnologica e sull’offerta di prodotti di alta qualità per giustificare eventuali aumenti dei costi dovuti ai dazi.
Infine, con la forza dell’Unione Europea potrebbe impegnarsi in trattative politiche forti ed incisive per evitare l’impatto o ridurre o eliminare totalmente i dazi introdotti da Donald Trump.
Noi del Movimento Puglia Favorevole chiediamo al nostro Governo una politica internazionale attenta ed incisiva. Chiediamo una presa di posizione forte e senza ripensamenti. La nostra nazione deve essere rispettata e non sminuita. Più politiche commerciali e meno propaganda. Voglio infine sottolineare che la nostra cara Italia è uno dei paesi più importanti del mondo e il suo MADE IN ITALY va protetto e tutelato.
Gigi Leonetti
(Coordinatore Regionale Movimento Puglia Favorevole)











