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Andria, un ordine del giorno per intitolare una strada o un parco a Sergio Ramelli

Ad Andria è stato presentato in Consiglio Comunale un Ordine del Giorno, col quale “si impegna il Sindaco e la Giunta ad attivare tutte le procedure amministrative necessarie ad onorare la memoria di Sergio Ramelli, a 50 anni dalla sua morte, attraverso l’intitolazione con il suo nome di una strada, parco o giardino della città di Andria”: è quello sottoscritto dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Andrea Barchetta e dai consiglieri comunali Nino Marmo e Luigi Del Giudice del Movimento Pugliese.

«Ramelli – spiegano i proponenti – studente dell’Itis di Milano aveva da poco aderito al Fronte della Gioventù quando – dopo aver espresso in un tema scolastico una condanna verso le Brigate rosse – fu prima messo all’indice nella sua scuola, poi bersaglio di pesanti intimidazioni assieme alla sua famiglia e infine brutalmente aggredito a colpi di chiavi inglesi sotto casa da militanti di estrema sinistra. Morì dopo 48 giorni di agonia, poco prima di compiere 19 anni. Per oltre un decennio le aggressioni a colpi di chiave inglese ai «nemici» interni ed esterni, gli attacchi dinamitardi e le violenze fisiche e psicologiche furono una pratica sistematica e diffusa da parte dell’antifascismo militante. Diversi furono i colpevoli, tanti i conniventi e gli omertosi. Grande, inoltre, fu l’operazione di rimozione che buona parte della società italiana ha nel tempo attuato. Intendiamo non solo ricordare la storia di Sergio che ancora non trova pace, ma ricordare la necessità di una riconciliazione nazionale che si basi su una storia riconosciuta e condivisa. Sergio, ragazzo mite, giovane come tanti, pagò con la vita il coraggio di esporre le proprie idee. Nessuno deve più subire a scuola, nelle università o altrove ostracismo, violenze ed emarginazione, che albergano ancora oggi nella nostra società».

Sulla richiesta intervengono a sostegno anche Gioventù Nazionale e Azione Studentesca: «Come comunità giovanile ci preme ringraziare il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Andrea Barchetta e i colleghi Marmo e Del Giudice per la sensibilità dimostrata su una storia che la nostra comunità politica – in particolare la sua ala giovanile – custodisce da sempre nel cuore. Il Consiglio Comunale ora dimostri che la pacificazione nazionale non è solo lettera morta, ma un processo possibile e concreto per sanare ferite e superare contrapposizioni».

Nel ciclo di iniziative provinciali in occasione del 50esimo anniversario della sua morte, dunque, ricordiamo Sergio, figlio d’Italia, anche con la proposta di intitolare a lui una via o uno spazio della città. Abbiamo iniziato a farlo mesi addietro durante la manifestazione Prima le Idee con la presentazione del volume “Il tempo delle chiavi” di Nicola Rao. La più recente pubblicazione di Giuseppe Culicchia (“Uccidere un fascista”, Mondadori) è stata definita dall’autore una “scelta necessaria”. Sarebbe bello se questi libri giungessero anche nelle scuole: perché è da una scuola – anche con la complicità di docenti e istituzioni scolastiche nell’alimentare un clima di intolleranza – che tutto è drammaticamente partito.

«La violenza verbale, morale e fisica è ancora attuale. E i metodi dell’antifascismo militante, sono gli stessi: a quanti dei nostri ragazzi, ancora oggi, nelle scuole e nelle università, si procede con la messa al bando e i tentativi di negazione di agibilità politica? Quelle chiavi inglesi, le Hazet 36 da tre chili e mezzo, scagliate violentemente sul capo di Sergio, servivano a estirpare, letteralmente, le sue idee. 50 anni dopo continuiamo a difenderle con amore e il sorriso che portava stampato sul volto. Il suo nome, oggi, riecheggia tra i vessilli della Libertà», dichiarano Riccardo Alicino (presidente provinciale di Gioventù Nazionale), Andrea Di Matteo (coordinatore Gioventù Nazionale Andria) e Lorenzo Miani (Azione Studentesca).

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