[REDAZ] In occasione dell’anniversario dell’importantissima Enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII ospitiamo con gratitudine l’intervento di Monsignor Umberto Midali, che ci parla del pensiero sociale del documento e dell’estrema attualità dei temi alla luce della recente elezione di Papa Leone XIV. Ringraziamo il teologo-filosofo per il suo scritto e ricordiamo che per approfondire la figura e le opere di Midali è possibile visitare questo link.
“Il 15 maggio di questo anno 2025 ricorre il 134° anniversario della pubblicazione dell’Enciclica “Rerum Novarum, De conditione opificum” di Leone XIII: per tale singolare intervento e per altri innumerevoli insegnamenti passò alla storia come il “Papa dei lavoratori” e il “Papa sociale”.
Papa Pecci (* Carpineto Romano, 8 marzo 1810; † Città del Vaticano, 20 luglio 1903), tanto intelligente quanto geniale e provvidenzialmente longevo, preparò questo documento innovativo e fondamentale per fronteggiare i problemi scaturiti dal rapido sviluppo industriale, tecnologico e capitalistico, dal mutamento dei rapporti conflittuali tra lavoratori e datori di lavoro, nonché dall’estrema concentrazione della ricchezza in poche mani, a fronte della crescente povertà delle masse.
Il Papa, in questo testo importantissimo dell’Ottocento, si occupa di tutelare i lavoratori, che sono nel numero dei deboli e dei bisognosi, assegna alla Chiesa il compito di aprire gli occhi e di farsi presente nella questione operaia, forte della sua dottrina morale, della sua capacità moderatrice, e delle molteplici opere di carità; inoltre fa appello allo Stato perché, con buone leggi e saggi provvedimenti, richiami alle coscienze dei capitalisti i loro doveri, persegua il bene comune, nella sussidiarietà e nella solidarietà reciproca, difenda il diritto di sciopero, del riposo festivo, e dell’investimento in piccole proprietà, ed intervenga contro il lavoro eccessivo ed irrispettoso della inalienabile dignità della persona, perché ne tuteli la salute, ne reclami la giusta retribuzione, con particolare riguardo ai deboli e ai poveri; infine, raccomanda il sorgere e il perfezionarsi di organismi intermedi: dal Magistero di Leone XIII presero le mosse i sindacati operai, le associazioni e i partiti di ispirazione cattolica.
Leone XIII dimostra di avere a cuore la tutela dei diritti delle donne e dei fanciulli, lavoratori maggiormente sfruttati, e attira l’attenzione sull’educazione dei figli e sul benessere della famiglia.
Informato e continuamente aggiornato, anche da collaboratori e da insigni studiosi che preannunciavano e preparavano concordemente le sue idee [ricordo fra i molti, il Venerabile Giuseppe Toniolo], circa i mali della società del suo tempo, delle contese, dei tumulti, dei disordini osservati specialmente in Belgio, in Francia e in Inghilterra, prima ancora che in Italia, con apostolica fortezza, parlò di pace, di giustizia, di carità; affermò il diritto naturale alla proprietà privata; fronteggiò e respinse il temerario avanzamento del socialismo collettivistico, con il concetto di ‘lotta di classe’, che è contro gli interessi dell’operaio negandogli il diritto al giusto salario, al sostentamento della famiglia e al risparmio.
Le idee della “Rerum novarum” apparvero subito come la ‘Magna Charta’ della “Dottrina Sociale della Chiesa” (DSC) [espressione coniata nel 1941 da Pio XII], e furono riprese, integrate e aggiornate nel corso del Novecento e oltre dai discorsi sociali e dagli interventi vari dei Sommi Pontefici che seguirono…: dalla “Quadragesimo anno” di Pio XI, dalla “Mater et magistra” di Giovanni XXIII, dalla “Populorum progressio” di Paolo VI, e dalla “Centesimus annus” di Giovanni Paolo II, dalla “Caritas in veritate” di Benedetto XVI, e dalle “Laudato si’” e “Fratelli tutti” di Papa Francesco.
L’8 maggio 2025 è avvenuta l’elezione del nuovo Pontefice che ha voluto chiamarsi Leone XIV: (Prevost Robert Francis: * Chicago, 14 settembre 1955 [69 anni]): questo nome apertamente significativo, evocativo e programmatico di altri temi ed interventi importanti del suo prossimo Magistero, richiama subito alla mente la continuità dell’insegnamento degli Apostoli e anche la preparazione dottrinale agostiniana e tomistica (Edizione Leonina) ancora indispensabile alla Chiesa “ut id teneatur quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est” [S. Vincenzo di Lérins, Commonitorium II, 5; CCSL 64,
149. 1].”











