Quest’oggi la relatrice speciale per i territori palestinesi delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, riceverà le chiavi della città di Bari al termine di una cerimonia prevista per questo pomeriggio a Palazzo di Città e fortemente voluta dal sindaco di Bari Vito Leccese.
Il riconoscimento per la giurista italiana – recentemente sanzionata dagli Stati uniti in quanto accusata di promuovere una campagna politica ed economica contro gli Usa e Israele – è stato annunciato dal sindaco lo scorso 28 luglio, in concomitanza con l’anniversario della strage di via Niccolò dell’Arca quando, nel 1943, “giovani studenti baresi pagarono con la vita il sogno di una Bari libera, democratica, antifascista”.
Una decisione che per il centrodestra barese resta fortemente divisiva. In una lettera aperte nei giorni scorsi i consigliere comunali di opposizione, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Michele Picaro e il senatore Filippo Melchiorre.
“Albanese è una figura divisiva e controversa – ha evidenziato Picaro – il sindaco dovrebbe preoccuparsi della città invece di pensare alle dinamiche internazionali”. Melchiorre ha sottolineato di non aver gradito “le modalità” della decisione, che secondo il centrodestra non sarebbe stata condivisa, inoltre “crediamo che la politica internazionale debba essere fatta dal governo nazionale, l’amministrazione comunale dovrebbe invece pensare ai problemi quotidiani”.
Contro questa decisione anche Maurizio Gasparri, esponente di spicco di Forza Italia. Per il senatore “l’attenzione attorno a questa sventurata sia indice della pericolosità della sinistra”. Per Gasparri la Albanese “si schiera, non solo condannando, e sarebbe comprensibile, tutti gli orrori che accadono a Gaza, ma si schiera con chi ha creato questa situazione. Perché il 7 ottobre lo sterminio ha creato le premesse”.











