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Questa mattina con una maxioperazione di Polizia si sono aperte le porte del carcere per 41 affiliati ai clan mafiosi operativi nella città di Bari. Il bilancio parla di 41 persone arrestate e 266 anni di carcere da scontare complessivamente per i colpiti dai provvedimenti restrittivi.
Nella mattinata di oggi sono stati eseguiti ordini di carcerazione per gravi reati mafiosi emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello del capoluogo pugliese, a seguito di sentenze definitive che hanno colpito soprattutto appartenenti al clan Strisciuglio.
41 ordini di carcerazione
La vasta operazione di recupero ed arresto dei sodali criminali e mafiosi ha visto la collaborazione tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, che hanno dato esecuzione a 41 ordini di carcerazione. I destinatari dei provvedimenti sono stati individuati tra soggetti già condannati in via definitiva per reati di particolare gravità, molti dei quali riconducibili al clan Strisciuglio, attivo nei quartieri Libertà, San Paolo, San Pio (Enziteto), Catino e San Girolamo di Bari, oltre che nei comuni di Palo del Colle, Conversano e Rutigliano.
Il clan Strisciuglio e il controllo del territorio
L’inchiesta, denominata Vortice-Maestrale, ha documentato le molteplici attività illecite del sodalizio mafioso, mettendo in luce la sua capacità di mantenere il controllo del territorio nonostante la detenzione dei vertici. Il clan Strisciuglio, infatti, ha continuato a esercitare la propria influenza nei quartieri cittadini e nei comuni dell’hinterland, grazie a una struttura organizzativa capillare e a una strategia di espansione costante.
Estorsioni e gioco d’azzardo
Il clan mafioso per molti anni di fatto ha imposto ai titolari di alcuni esercizi commerciali del quartiere Libertà l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo, forniti da un’azienda gestita da uno dei membri dell’organizzazione. Attraverso metodi particolarmente violenti ed efferati, il gruppo è riuscito di fatto ad ottenere un monopolio dell’intero settore, destinando una parte degli introiti alle casse della cosca. Questa forma di estorsione ha rappresentato una delle principali fonti di finanziamento per le attività criminali del clan.
Spaccio di droga: il controllo delle piazze
L’indagine ha inoltre provato che il sodalizio mafioso gestiva le principali piazze di spaccio attive nei territori sotto il suo controllo, rifornendole con ingenti quantità di sostanze stupefacenti. Il traffico di droga rappresentava un’altra importante attività illecita, che ha permesso al clan di consolidare la propria presenza e di esercitare un controllo capillare sulle aree urbane e sui comuni limitrofi.
La violenta rissa in carcere: il conflitto tra clan rivali
L’inchiesta ha anche fatto luce sulle responsabilità individuali e sulle motivazioni che hanno portato alla violenta rissa avvenuta l’11 gennaio 2016 all’interno del carcere di Bari. In quell’occasione, oltre 41 detenuti appartenenti al circuito di ‘alta sicurezza’ sono stati coinvolti in uno scontro che ha visto contrapporsi esponenti apicali del clan Strisciuglio e del clan Misceo. Il conflitto è stato originato da uno squilibrio negli assetti interni dei due gruppi, che ha portato all’espansione del clan Strisciuglio nel territorio di Palo del Colle attraverso azioni violente e intimidatorie.
Pene fino a 30 anni per complessivi 266 anni di carcere
Le pene inflitte con i provvedimenti odierni variano da uno a trenta anni di reclusione, per un totale di 266 anni di carcere. Le sentenze definitive rappresentano un duro colpo per le organizzazioni criminali che da anni operavano indisturbate nei quartieri di Bari e nei comuni dell’area metropolitana. L’operazione conferma l’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata e nella tutela della sicurezza dei cittadini.
La mappa dell’operazione
L’operazione ha interessato i quartieri Libertà, San Paolo, San Pio (Enziteto), Catino e San Girolamo di Bari, oltre ai comuni di Palo del Colle, Conversano e Rutigliano. La diffusione capillare del sodalizio mafioso sull’intera area metropolitana ha reso necessario un intervento coordinato e tempestivo da parte delle forze dell’ordine, che hanno agito su più fronti per smantellare la rete criminale.











