Il Lecce è tra i club italiani finiti sotto i riflettori della nuova inchiesta esclusiva di Casinos.com, dedicata all’intreccio sempre più stretto tra calcio e iGaming. Già dal 2022 la società giallorossa ha legato il proprio nome a BetItalyPay, brand presentato come sistema di pagamenti e non come betting diretto, una formula che consente di aggirare i divieti imposti dal Decreto Dignità e che compare direttamente sulle divise di gara.
L’inchiesta mette in relazione il caso Lecce con un contesto globale in rapido cambiamento:
- In Premier League, a partire dal 2026/27, i marchi del betting spariranno dalle maglie ufficiali, segnando la fine di un’epoca.
- In Italia, club come Inter, Parma e Atalanta hanno adottato soluzioni simili con brand “.news” o “infotainment”, mentre Milan e Juventus hanno stretto accordi come Regional Betting Partner validi solo per l’Europa.
- In Europa circa due terzi dei club delle principali leghe hanno un partner del settore betting, mentre fuori dal continente – dal Brasile agli Stati Uniti – il peso delle sponsorizzazioni cresce in maniera esponenziale.
- Sul fronte proprietà la vicenda Stake-Everton ha mostrato come un cambio di status regolamentare rischi di far saltare in poche settimane contratti milionari.
“Quello che emerge – spiega Daniele Alfieri, redattore di Casinos.com – è che anche in Puglia e in Italia il calcio si trova davanti a un bivio. Da un lato la necessità di sostenere un sistema calcistico che perde circa 100 milioni l’anno in ricavi da sponsorizzazioni; dall’altro l’urgenza di fissare regole di trasparenza chiare su conflitti d’interesse, proprietà e uso dei dati. Il rischio, altrimenti, è che siano i contratti a dettare le regole del gioco”.











