Siamo arrivati all’ultima pagina di una telenovela tutta estiva e, sinceramente, poco entusiasmante, che ha visto un lungo tira e molla tutto interno al centrosinistra (ed al campo largo) per la candidatura a Presidente della Regione Puglia.
Mentre nel centrodestra continuano a nicchiare, a vociferare su nomi più o meno tecnici e più o meno proponibili, ma senza mai davvero aprire un dibattito serio con e nel territorio per un nome condivido ed unificante, probabilmente perché si tratta di una battaglia difficile e con ogni probabilità perdente, nel centrosinistra il gioco delle tre carte ha visto protagonisti Antonio Decaro ex sindaco di Bari, attuale europarlamentare da oltre mezzo milione di voti, l’ex governatore e leader di Avs Nichi Vendola e Michele Emiliano.
Quella di ieri è stata una lunga giornata, che non ha nascosto colpi di scena e dichiarazioni che se da un lato eccitano la fantasia e le ipotesi giornalistiche, dall’altro lasciano l’amaro in bocca per la consapevolezza che invece di discutere dei problemi della Puglia e dei pugliesi, si continua a trattare su nomi, poltrone e presunte discontinuità.
Innanzitutto i fatti: “Io da oggi ho la responsabilità di guidare un nuovo progetto politico per questa regione”. Con queste parole ieri sera Antonio Decaro dal palco della Festa dell’Unità di Bisceglie insieme ad Elly Schlein ha sciolto definitivamente la riserva e sarà il candidato presidente per le prossime elezioni regionali.
Dopo aver chiesto le mani libere alla fine Decaro otterrà certamente che nè Vendola (chiaramente) nè Emiliano (meno chiaramente) siano candidati nel Partito Democratico. Ma è anche vero che il Pd non può mettere veti ai propri alleati ed agli altri partiti della coalizione. Ed ecco che alla fine Vendola sarà candidato nelle liste di Avs (Alleanza Verdi Sinistra) con, si dice, la promessa di dimissioni dopo la campagna elettorale, con ogni probabilità nicchiando fino ad arrivare alle prossime politiche, dove ci sarà una sorta di resa dei conti con il Pd e probabilmente un seggio senatoriale per l’ex governatore.
Ma dall’altro lato c’è anche Michele Emiliano: un ex magistrato che se non più occupato con la politica dovrebbe rientrare nei ranghi della magistratura, innanzitutto cambiando regione di interesse: e questo chiaramente è un problema per tutti.
Ieri sera da Bisceglie Elly Schlein ha pubblicamente elogiato e ringraziato Emiliano per “un passo indietro che ha permesso insieme un passo avanti di una nuova classe dirigente che continuerà a fare affidamento sulla sua competenza”.
Ma va tutto bene? Assolutamente. Emiliano non ha certamente digerito l’esclusione nè l’accordo fatto alla fine con Nichi Vendola. Ecco che si è tornato a parlare, alla fine di una sua candidatura, ma dal Nazzareno smentiscono e confermano che non ci sarà spazio per Emiliano nelle liste del Pd.
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alle elezioni regionali ha sottolineato nella tarda serata di ieri: “Leggo comunicati che parlano a mio nome in margine alle mie prossime decisioni e li smentisco tutti. Parlerò a tempo debito”.
Il che tradotto significa che con ogni probabilità Michelone sarà in campo in un’altra lista, magari civica e magari legata al suo nome. In prima fila c’è “Con” che chiaramente vede nel nome di Emiliano una ottima carta da giocare per superare lo sbarramento previsto dalla legge elettorale e conquistare seggi nel prossimo consiglio regionale.
Insomma, alla fine dopo un tira e molla durato mesi: tutti sono pronti per abbracciarsi e salire sullo stesso palco e presentarsi di fronte ai pugliesi, magari guardando verso direzioni diverse e con obiettivi che sembrerebbero più personali che politici.
La campagna elettorale sarà anche fatta in questo modo.











