Si vuole approvare il bilancio regionale, ma non sono stati ancora approvati nè il rendiconto, nè il consolidato e nemmeno il Defr.
“Ma come si può approvare in ‘modo ordinato’ – così come suol dire l’assessore Fabiano Amati – un Bilancio di previsione 2026, attendibile e veritiero, se non sono stati approvati né il Rendiconto, né l’Assestamento, né il Consolidato e neppure il DEFR? La domanda non la rivolgiamo solo al ‘solerte’ assessore al Bilancio Amati, ma anche ai revisori dei conti chiamati a dare un parere. A loro, tecnici contabili (e non ‘politici’ in cerca di consenso) chiediamo esattamente se è possibile aprire una Sessione Bilancio quando la legislatura è scaduta, con un Bilancio 2026 fatto su un avanzo presunto, non approvato dal Consiglio e quindi non ‘legge regionale’. A quanto ci risulta la giurisprudenza della Corte Costituzionale parla chiaro: in regime di prorogatio (quale saremo da lunedì prossimo, 22 settembre) possono essere approvati solo atti necessari, urgenti dovuti o costituzionalmente indifferibili. Il Bilancio previsione 2026 risponde a questi requisiti?”
Questa la domanda dei componenti del Gruppo Consiliare pugliese di Fratelli d’Italia (il capogruppo Renato Perrini e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Paolo Pagliaro, Tommaso Scatigna e Tonia Spina)
“Secondo Fratelli d’Italia per avere un Bilancio 2026 ordinato, e quindi avviare nelle Commissioni regionali la Sessione Bilancio, occorre prima approvare almeno il Rendiconto che certifica e legittima l’avanzo di amministrazione a disposizione e fa la ricognizione puntuale e certificata dei residui attivi e passivi. Altrimenti saremmo di fronte a un Bilancio non ATTENDIBILE che impegna la Regione Puglia, ovvero il futuro governo, a una spesa su dati PRESUNTI. Eppure l’alternativa per mettere i conti in sicurezza c’è ed altre Regioni chiamate al voto lo hanno utilizzata o si apprestano a farlo in questo giorni: la legge, infatti, consente di avere un Esercizio Provvisorio calcolando una spesa in 12esimi, per altro non sarebbe la prima volta in Puglia: è accaduto in quasi tutte le legislature comprese quella di Nichi Vendola e di Michele Emiliano senza che nessuno abbia gridato allo scandalo o fatto credere che fossero a rischio gli stipendi dei dipendenti, ma che assurdità! Anche perché gli stipendi sono spese obbligatorie sempre e comunque.
“È evidente che se si vuole caparbiamente andare avanti è solo ed esclusivamente perché non si tratta di un Bilancio tecnico… ma ci sarebbero già manovre per ‘accontentare’ qualche consigliere che dovrebbe garantire il voto in aula, del resto se non si usasse questo metodo – le sedute dell’ultimo anno ne hanno dato grande prova – il numero legale non ci sarebbe mai.”











