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Edipo Re, tragedia fra prosa, musica e danza: felice esordio di Esplorare 2025 a Bari

Non poteva cominciare meglio la settima edizione di “Esplorare”, la rassegna di danza volta ad approfondire un linguaggio innovativo o a reinterpretare i classici della tradizione in un’ottica contemporanea. Per inciso, fa sapere Domenico Iannone, direttore artistico e fondatore della Compagnia “AltraDanza”, saranno 16 spettacoli dal 19 settembre al 15 novembre, concentrati in quattro città: Bari (Teatro Kismet), Molfetta (Cittadella degli Artisti), Conversano (Casa delle Arti) e Monopoli (Teatro Radar). Non mancheranno attività collaterali, come laboratori e lezioni per i giovani.

Il 19 settembre la rassegna ha preso il via al Teatro Kismet con l”Oedipus” di Seneca. La tragedia fu scritta dal filosofo latino nel I sec. d.C. sotto l’impero di Nerone. Il filosofo romano si ispirò all’opera di Sofocle, risalente al 430\420 a.C., apportando una sua personale interpretazione alla luce di una visione stoica della vicenda. L’adattamento messo in sena al Kismet trae spunto proprio dall’opera di Seneca.

Il progetto assolutamente originale e integralmente di marca pugliese ha coinvolto il “Teatro delle bambole” del regista Andrea Cramarossa (ci ha lavorato per quattro anni), la compagnia “AltraDanza” del maestro Iannone, che ha curato le coreografie, Grazia Bonasia, che ha composto le musiche. Da tale sinergia creativa è nato un pregevole lavoro tutto concentrato in una sola ora.

Edipo è un’anima tormentata, inquieta, confusa, mentre nella sua Tebe infuria la peste: forse egli presagisce il suo destino di cui non è a conoscenza. La musica è inquietante e cupa, mentre danzatrici, forse il coro greco, in abito scuro e camicia bianca, si muovono a rappresentare lo smarrimento del re: “Per non morire, accorgersi di vivere” dice Edipo, “Io voglio giustizia per me e per la mia città”. Ma la giustizia e la fine della peste hanno un prezzo altissimo e il destino deve compiersi. Il nocciolo della tragedia è tutto focalizzato sulla necessità del fato, sovrano ineludibile delle vite degli uomini. Se in Sofocle Edipo prende atto dello sviluppo degli avvenimenti subendoli passivamente, in Seneca viene consapevolmente soffocato da dolore e angoscia, non solo per sé stesso ma anche per il suo popolo e per chi lo circonda. L’introspezione psicologica è esplicata nei gesti vuoti di Edipo, nelle danze animate e composte, nella vanità di una Giocasta bella ma inutile, statica, nelle musiche ora tenebrose ora riflessive. E arriva l’indovino Tiresia che con canto lirico svela le disposizioni del fato: Edipo tempo addietro ha ucciso inconsapevolmente suo padre e poi ha sposato sua madre dalla quale ha avuto dei figli. Le danzatrici, ora di rosso vestite, annunciano la tragedia: la verità comporta dolore ed Edipo, mentre scopre l’orrore della sua condizione (“Sono fratello dei miei figli”), uccide Giocasta; poi si acceca per infliggersi una punizione terribile da scontare fino alla fine dei suoi giorni.

I risvolti psicologici della tragedia sono infiniti e danno adito a giudizi strettamente personali. La validità della messa in scena è tutta nei simbolismi e negli atteggiamenti degli autori che hanno trovato numerosi punti di incontro nella innovazione e nella sperimentazione: gli abiti, le luci, le musiche, le danze non hanno nulla da spartire con la rappresentazione greca. Il palco sembra dilatarsi oltre i propri limiti fisici per rendere partecipe il pubblico.

Sulla scena con Federico Gobbi (Edipo, visivamente colto dall’emozione del personaggio), Chiara Bianchi (Giocasta), Paola Altamura (straordinario soprano nei panni di Tiresia), il corpo di ballo di AltraDanza (Silvia Di Pierro, Elisa Carbone, Noemi Cassanelli, Marina Roselli, Rebecca Iannone). Le parti al sax soprano sono eseguite da Roberto Ottaviano.

La rassegna continua al Kismet: dopo “Keywords n. 6” di Gabriella Stazio il 19, seguono il 26 settembre il Balletto Teatro di Torino, il 27 Korper – Centro Nazionale di produzione della danza”, il 23 ottobre la Compagnia Sanpapie’; poi dal 27 ci si sposta a Conversano.

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