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Una statua sacra trafugata dal cimitero di Lecce nella scorsa primavera è stata finalmente recuperata dopo sette mesi di ricerche e indagini transfrontaliere. Si tratta della Madonna dell’Addolorata, un prezioso manufatto in cartapesta alto circa 1 metro e 20, risalente a fine Ottocento – inizi Novecento. L’opera è stata rintracciata a Malta, all’interno di un locale appartenente a un rigattiere dell’isola, grazie al lavoro congiunto dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Bari e dei militari del Comando Provinciale di Lecce.
Il furto nel cimitero di Lecce: un’opera sacra sparita nel nulla
Il furto risale al 16 marzo 2025, quando la statua venne sottratta dalla cappella dedicata alla Madonna Addolorata all’interno della chiesa di Sant’Angelo, nel cimitero leccese. Realizzata in pregiata cartapesta leccese e frutto di una donazione, la statua era considerata un simbolo di devozione per molte famiglie del luogo.
Subito dopo l’accaduto, i Carabinieri hanno avviato una complessa attività investigativa, setacciando: banche dati internazionali dei beni d’arte rubati, piattaforme online e mercati dell’antiquariato, contatti di collezionisti e venditori esteri.
Le prime tracce hanno subito fatto intuire che la statua potesse essere finita nel circuito del mercato nero dell’arte sacra.
Il ritrovamento a Malta in un negozio di antiquariato
La svolta è arrivata circa due mesi fa, quando gli investigatori italiani sono risaliti a un antiquario maltese che esponeva la scultura nel proprio magazzino. La statua è stata quindi sequestrata e rimpatriata in Italia, anche se con alcune alterazioni dovute al trasporto e alle manipolazioni.
Grazie a ulteriori accertamenti, i militari hanno ricostruito l’intera catena criminale che ha portato la Madonna Addolorata dall’Italia all’isola di Malta.
Quattro pugliesi indagati
Le indagini hanno permesso di identificare i presunti responsabili del traffico illecito. Quattro cittadini pugliesi sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di: ricettazione, commercio illecito di beni culturali, esportazione non autorizzata di opere d’arte. Secondo la ricostruzione degli inquirenti: un uomo di San Pietro Vernotico avrebbe messo per primo in vendita la statua online. L’opera sarebbe poi stata acquistata da un residente di Oria, che l’avrebbe ceduta a un terzo soggetto di Bari, e da quest’ultimo rivenduta fino a giungere illegalmente a Malta.
Una catena di passaggi che ha trasformato un furto sacrilego in un vero e proprio traffico internazionale.
La statua sarà ricollocata nella cappella originaria
Dopo un rapido restauro conservativo, la Madonna dell’Addolorata tornerà presto nella cappella del cimitero da cui era stata sottratta. La cerimonia ufficiale — alla presenza dell’arcivescovo di Lecce, mons. Angelo Raffaele Panzetta — rappresenterà un momento di forte significato per la comunità e per tutti i fedeli che seguono da mesi la vicenda.
Il recupero della statua conferma ancora una volta il ruolo fondamentale del Nucleo TPC dei Carabinieri, che ogni anno effettua centinaia di interventi contro il traffico illegale di opere d’arte, una piaga particolarmente diffusa nel Sud Italia.
Il caso della Madonna Addolorata dimostra quanto sia frequente che oggetti sacri finiscano sul mercato clandestino dell’antiquariato internazionale, dove vengono rivenduti a collezionisti non autorizzati.











