Argomenti dell'articolo
Squinzano è un borgo salentino a pochi chilometri da Lecce, suo capoluogo, una destinazione incantevole nel cuore della Puglia.
UN PO’ DI STORIA
Il suo nome è di origine romana, come testimoniato dalla presenza in loco del console Tito Quinzio Flamini, dove aveva eretto la sua dimora, Villa Quintiana.
Nella seconda metà del XII secolo, dopo la totale distruzione del centro abitato messapico-romano “Valesio”, il piccolo Casale di Squinzano si ingrandì notevolmente accogliendo all’interno un gran quantitativo di profughi.
Dal secolo XI al secolo XV appartenne alla Contea di Lecce.
Nel 1560 fu dichiarata città demaniale rendendosi indipendente da Lecce.
Nel 1633 divenne un florido centro e un feudo di rilievo passando attraverso diverse proprietà nobili, tra cui i Brancaccio, gli Erriquez e poi dei Filomarini. Solo con l’abolizione del sistema feudale e della soggezione nobiliare, la Squinzano indipendente iniziò a crescere, soprattutto come centro agricolo con la produzione di olio e vino. Nel XIX secolo Squinzano intraprese la lotta contro la dominazione straniera dapprima con la Carboneria, successivamente con la Giovane Italia.
Alla fine delle lotte risorgimentali, gli abitanti espressero il voto di annessione al nuovo Regno d’Italia, nella speranza di un ulteriore crescita economico-commerciale, cosa che si verificò anche a seguito della realizzazione della stazione ferroviaria, tra il 1869 e il 1891. Oggi, grazie anche al suo territorio ricco di vigneti, uliveti e masserie, è una delle denominazioni vinicole più rinomate della Puglia.
CENTRO STORICO

Visitare il borgo di Squinzano è un’esperienza unica in cui immergersi. E’ ricco di opere d’arte, antichi palazzi gentilizi e chiese barocche stupende con navate e dipinti dall’inestimabile valore, senza dimenticare le tradizioni locali, le delizie culinarie e i paesaggi mozzafiato che fanno da contorno. Peraltro, il clima mite permette di trascorrere vacanze indimenticabili in tutti i mesi dell’anno. Il centro storico medievale, pur non essendo molto grande, si articola tra Via Umberto I, Piazza Plebiscito e Via Matteotti tra stradine e case a corte, con un reticolo di stradine trasversali e contorte che aprono tipici cortili.
MONUMENTI

Nel territorio si possono ammirare sontuose dimore dell’antica nobiltà locale come il maestoso Palazzo de Castro dall’affascinante atmosfera d’epoca. Fu residenza dei nobili spagnoli della Contea di Lemos, ovvero dal Viceré di Spagna, Duca di Lemos. Il Palazzo è situato nella centrale piazza Plebiscito di Squinzano, e si presenta con un portone classico dal quale ci si immerge in un ampio atrio in “chianche leccesi” originali. Al piano superiore si trovano le camere, spaziose ed elegantemente arredate, e il fastoso salone dominato da un elegante camino.
La Villa Cleopazzo, anch’essa sita nel cuore centrale di Squinzano, venne realizzata intorno al 1913 dalla famiglia omonima proprietaria. Originariamente era una residenza rurale di campagna, circondata da vigneti e frutteti, con il suo stemma nobiliare posto sopra il balcone. Oggi, questo luogo di grande valore architettonico in stile liberty è sede di una importante biblioteca multifunzionale, un centro di attività culturali, educative e ricreative punto di riferimento per la comunità, offrendo una vasta gamma di servizi e attività che spaziano dalla formazione professionale all’intrattenimento sociale per tutte le età.
Il vecchio Palazzo di Città, un tempo sede del Museo dell’Olio e del Vino, oggi è “Wine School” adibito a degustazioni esperienziali dedicate ad un turismo alternativo.
EDIFICI RELIGIOSI
Il borgo di Squinzano è costellato da numerose Chiese in stile barocco, Conventi e Santuari.

La Chiesa Madre di Squinzano, edificata tra il 1590 e il 1612, è dedicata a San Nicola. Sorse nel luogo di un’antica cappella precedente al 1200 con cripta, dedicata a S. Nicola di Bari e officiata dai Basiliani.
E’ presente una torre campanaria cinquecentesca, alta 32 mt. e di forma quadrangolare. Fu completata solo nel 1668 dall’architetto locale Saverio Tommasi. All’interno sono custodite antiche tele di pregevole fattura e un coro ligneo in noce scuro, intagliato nel 1843 dall’ebanista Giuseppe Fella di Oria.
Da visitare, inoltre, è la Chiesa dell’Annunciazione, la cui realizzazione è legata a una donna devota, Maria Manca, figlia di un mugnaio, che nel 1618 ricevette una visione della Vergine Maria che le donò un garofano. Per devozione, con la vendita di suoi beni, cominciò la costruzione del santuario completata nel 1627, divenendo un importante centro di fede che negli anni ha attirato numerosi pellegrini fedeli e dal forte legame spirituale.
La Chiesa S. Maria delle Grazie, dei Frati Minori, fu eretta in onore della Vergine Maria delle Grazie, quale omaggio di gratitudine da parte del popolo di Squinzano per essersi liberato alla soggezione feudale. Fu terminata nel 1583 e benedetta dal Vescovo di Lecce, Mons. Annibale Saracino. Il suo interno è arricchito da statue, dipinti del pittore Leonardo Perrone di Trepuzzi e reliquie.
Non può mancare un’escursione al Poggio Sant’Elia, a pochi km da Squinzano, dove vennero poste le fondamenta per una chiesa dedicata al profeta Elia e un antico convento cappuccino. Da tale luogo si gode di una vista strepitosa sul panorama del Salento nell’area delle Serre Salentine, nei cui dintorni è possibile incontrare cappelle rurali di epoca seicentesca e settecentesca nei dintorni della città.
SQUINZANO E DINTORNI
Dalle epoche romane e medievali, nell’area circostante Squinzano, si passa a periodi molto più antichi, come testimoniato dalla misteriosa Specchia Calone a Casalabate, un’antica struttura megalitica.

La piccola frazione di Casalabate è suddivisa in due aree amministrate da Squinzano e Trepuzzi. Si tratta di un piccolissimo borgo abitato soprattutto da pescatori. E’ particolarmente vissuto nei mesi estivi per via di stabilimenti balneari presenti sulla costa, oltre a un piccolo porto e il lungomare animato da localini e bar.
Nel territorio di Casalabate si incontra “Specchia Calone”, un enorme monumento archeologico, o cumulo preistorico di pietre, noto fin dal ‘400 ad Antonio il Galateo per la sua antichità misteriosa, ipotizzata come tomba o antico castello crollato.
Fa parte di Casalabate anche l’importante Torre Specchiolla a picco sul mare. Risulta essere stata eretta nel Cinquecento a difesa del territorio salentino, parte del sistema di tante torri costiere tutte costruite come arma difensiva da Carlo V, tipica del Regno di Napoli, per contrastare le famigerate aggressioni turche.
Poco distante da Casalabate, si trova poi una vera e propria ricchezza del patrimonio architettonico e artistico italiano. Si tratta della bellissima Abbazia di Santa Maria a “Cerrate”, un Monastero basiliano risalente al XII secolo, immersa nel caratteristico paesaggio salentino, tra uliveti, alberi da frutto e aree coltivate, di cui si rimane incantati per ore. Di fattura romanica, il portale della facciata è ornato da sculture raffiguranti San Michele Arcangelo, la Visitazione, la Natalità, il Battesimo di Cristo ed un monaco in preghiera. All’interno custodisce numerosi affreschi che risalgono al XV e XVI secolo. Poco distante dal grande porticato da cui è circondata, si trova un pozzo meraviglioso di epoca rinascimentale. A partire dalla metà del XII sec., l’Abbazia fu abitata stabilmente dai monaci basiliani, dove si sarebbero riparati per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste di Bisanzio. Dettero un doppio volto al luogo, ovvero di culto e di vivace masseria. Svolsero, infatti, attività di biblioteca (lettura e studio) oltre che di scriptorium (copiatura amanuense), e di notevole produzione agricola. Nei successivi secoli, l’Abbazia venne ampliata fino a divenire un importante centro monastico della Puglia e dell’Italia meridionale. Oggi viene aperta al pubblico soltanto in occasioni speciali, ed è possibile visitare anche il frantoio ipogeo di ampie dimensioni ed il Museo delle Tradizioni popolari che testimonia religiosità e vita contadina. E non finisce qui la magia di questo luogo in grado di regalare una ulteriore emozionante. Come acclarato da esperti, intorno all’Abbazia vi sarebbe la presenza di un “vuoto elettromagnetico”, in grado di fermare gli orologi. La zona interessata è quella sul fianco sinistro della chiesa, dove si trova un porticato eretto su ventiquattro colonne con capitelli raffiguranti figure mitologiche. Un punto strategico della civiltà preistorica, dove in qualche modo pare avvenissero manifestazioni soprannaturali.
ECONOMIA
L’economia di Squinzano è rappresentata in primo luogo dall’agricoltura e dalla produzione olearia e vinicola, entrambe vocazioni millenarie. A testimonianza, e a memoria storica di un passato ricco e importante per le future generazioni del territorio, è nato il Museo dell’Olio e del Vino, un contenitore culturale e luogo d’incontro per mostre d’arte, letture e proiezioni cinematografiche.
Oggi, pur mantenendo il suo carattere agricolo, l’economia è ben supportata dal turismo attirato dall’ottima tradizione gastronomica, oltre che culturale con le numerose attività che attirano visitatori tutto l’anno.
TRADIZIONI E FESTIVITA’ RELIGIOSE
Squinzano celebra la festa patronale dedicata a San Nicola di Myra il 6 dicembre con luminarie, concerti e fuochi pirotecnici. Tra le festività religiose, molto sentita dei cittadini è la festa dell’Annunziata, che viene celebrata ogni 25 marzo, ricorrenza di apertura della primavera, durante la quale da quasi duecento anni si svolge una fiera.
A brevissima distanza da Squinzano, come già detto, si incontra la marina di Casalabate ove trascorrere tranquille vacanze estive. Un luogo fuori dai circuiti turistici affollati, incontaminato, con una spiaggia finissima e lidi attrezzati, dove trascorrere giornate davvero speciali.
Squinzano ha dato i natali a diverse personalità di spicco tra cui il pittore Simon Papa, il sacerdote e carbonaro Teodoro Cleopazzo, e il poeta Francesco Morelli, oltre a personaggi religiosi di rilievo, come l’Arcivescovo Nicola Riezzo.
Evelina Giordano
Giornalista
Blog “Ovunque Puglia”
www.ovunquepuglia.com
















